Le famiglie della Diocesi contro l’indifferenza sulla realtà carceraria

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Per vincere la “globalizzazione dell’indifferenza” bisogna partire dalla conoscenza delle  realtà che ci stanno intorno. Le famiglie della Diocesi in questo tempo di Quaresima si sentono interpellate a non rimanere indifferenti alla sofferenza di quelle famiglie che vivono situazioni difficili come quelle dei detenuti.[su_spacer]

“Quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?” Proprio una frase del giudizio finale del Vangelo di Matteo è il tema dell’incontro che coinvolgerà le famiglie della Diocesi e che si terrà domenica prossima 1 marzo presso il Seminario Vescovile (Erice Casa-Santa) con inizio alle ore 16.00. Introdurranno l’incontro i coniugi Adriana e Piero Basiricò, direttori dell’ufficio di pastorale familiare diocesana. Guiderà la riflessione il vescovo Pietro Maria Fragnelli;  interverranno portando una  testimonianza concreta: don Giacomo Zangara delegato della Regione Sicilia dei cappellani delle carceri e un ex detenuto.[su_spacer]

“Ma dite con i gesti, con le parole, con il cuore che il Signore non rimane fuori, non rimane fuori dalla loro cella, non rimane fuori dalle carceri, ma è dentro, è lì. Potete dire questo: il Signore è dentro con loro; anche lui è un carcerato, ancora oggi, carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perché è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro”. ( Francesco ai cappellani delle carceri, settembre 2013)

 

 

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