Castelvetrano, il Museo civico ospiterà anfore e rostri delle Egadi

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Il Sindaco della città di Castelvetrano Selinunte, Avv. Felice Errante, informa la cittadinanza che domani saranno trasferiti presso il museo civico di Palazzo Majo, sito in via Garibaldi,  alcuni importantissimi reperti archeologici che rimarranno in esposizione presso il museo. Si tratta di 40 anfore rinvenute nel mare delle isole Eolie e dei tre Rostri della Battaglia delle Egadi, che sono stati rinvenuti grazie al certosino lavoro del Soprintendente del Mare  Sebastiano Tusa e del suo staff e che erano custoditi presso Il Centro Archeologico Museale (Cam) di Triscina di Selinunte.  L’importante e storico trasferimento avverrà grazie alla sensibilità dimostrata dal presidente della Fondazione Kepha onlus, Pandolfo Pandolfi, e dal direttore del CAM, avv. Giovanni Miceli, e dalla straordinaria disponibilità della Soprintendenza del Mare, prof.Sebastiano Tusa e dr.ssa Oliveri, che hanno accolto favorevolmente l’ipotesi progettuale avanzata da questa Amministrazione, fornendo le necessarie autorizzazioni.  Già da domani quindi il nostro museo civico, che già ospita una serie di importanti reperti selinuntini, e che ha nell’Efebo bronzeo la sua punta di diamante, potrà contare su questi prestigiosi reperti che accresceranno ulteriormente le potenzialità del sito.[su_spacer]

Non nasconde la sua soddisfazione il primo cittadino: “ Questi sono atti concreti che offriamo alla nostra comunità quale migliore risposta alle critiche ed alle sterili polemiche. Si tratta di un evento storico per la nostra città che accrescerà sicuramente il numero di visitatori del nostro museo- continua Errante- grazie agli ottimi rapporti di collaborazione che abbiamo instaurato con la Soprintendenza abbiamo studiato altre iniziative che renderemo note prossimamente, tra queste quella dell’istituzione di un biglietto unico che consentirà alle centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno visitano il Parco Archeologico di Selinunte di raggiungere la nostra città per visitare il museo civico”.[su_spacer]

Note Storiche a cura del direttore del Cam, Avv. Giovanni Miceli 

I rostri sono stati recuperati dalla Soprintendenza del Mare l’estate scorsa nei fondali delle Isole Egadi, tra Levanzo e Favignana,per una felice intuizione del prof. Sebastiano Tusa. Appartenevano alle navi del console Lutazio Catulo il quale comandava la flotta romana contro quella cartaginese.  lI generale romano ebbe l’astuzia di disporre la flotta a favore di vento tenendo le navi ferme con l’ausilio di grosse e pesanti ancore. Appena comparvero davanti l’isola le navi cartaginesi, il console diede l’ordine di tagliare le cime delle ancore,senza perdere tempo ad issarle lanciando così le navi come missili contro quelle nemiche. La flotta cartaginese fu annientata e Roma conquistò il dominio del Mediterraneo. I  rostri recuperati appartengono a quelle navi romane affondate  ed é ragionevole pensare che sui fondali delle Egadi nel tratto di mare tra Trapani, Levanzo e Favignana debbano giacere ancora molti rostri. Molti furono recuperati dagli stessi romani che, insieme al riscatto pagato dai Cartaginesi, costituirono il bottino di guerra che venne suddiviso tra i soldati e gli armatori delle navi. L’iscrizione sui rostri reca il nome dell’armatore che finanziò l’armamento. Il generale Lutazio Catulo divenne molto ricco e con parte della sua quota di bottino fece erigere a Roma nella attuale piazza Largo di Torre Argentina,un tempio dove qualche centinaio di anni dopo morì per i colpi dei congiurati,Giulio Cesare ed insieme a lui moriva la Repubblica.

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