Salone attacca Damiano: “Il ritiro della delibera sulla gestione del verde è l’unica decisione ragionevole su un atto incomprensibile”

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Riportiamo di seguito la nota del Consigliere Comunale Francesco Salone in merito alla gestione del verde pubblico e privato da parte dell’Amministrazione comunale.[su_spacer]

“Le bugie del sindaco hanno le radici corte. Il ritiro della delibera sulla gestione del verde è l’unica decisione ragionevole su un atto incomprensibile ed inopportuno. Un atto che avevamo contestato anche in commissione ma che egli ha pervicacemente presentato all’aula. Il sindaco Damiano dovrebbe cominciare ad assumersi le sue responsabilità anziché continuare a scaricarle su altri. Che siano consiglieri, assessori, avversari politici il suo mantra è: non è colpa mia. La comunicazione al presidente del consiglio con cui
annuncia il ritiro della delibera sulla gestione del verde è l’ennesimo atto irriguardoso nei confronti dell’assemblea.[su_spacer]

Primo: perché mente affermando che nessuno aveva obiettato sul contenuto dell’atto deliberativo nelle commissioni, quando invece sa benissimo, e risulta a verbale che numerose osservazioni sono state avanzate all’assessore proponente, almeno nella commissione da me presieduta.
Secondo: perché ha fatto predisporre un regolamento complicatissimo di ben 36 pagine e 53 articoli per regolare il poco verde pubblico di cui è dotata la città.Terzo: perché tale regolamento è pesantemente vessatorio (con previsione di sanzioni, addirittura) nei confronti dei privati oltre che ridondante ed inutile per una città che non ha una vera politica del verde.[su_spacer]

Un esempio: un privato per abbattere un proprio albero, su un proprio terreno dovrebbe chiedere autorizzazione al sindaco e soprattutto un certificato di fitostaticità prodotto da un agronomo. Ma io chiedo al sindaco: il comune di Trapani ha fatto mai redigere un certificato di fitostaticità per i sui alberi? Queste ed altre assurdità (con regole rivolte ai privati che neppure il comune ha mai osservato) e soprattutto una formulazione tecnicistica, pressoché incomprensibile per un comune cittadino fanno di quest’atto uno tra i più inutili mai prodotti da questa amministrazione comunale (secondo gli estensori della delibera ci si dovrebbe informare su cosa siano un “taglio di ritorno”, una “potatura a tutta cima” o “a testa di salice”, “emissioni di VOC biogeniche… precursori dell’ozono” ed “il cancro colorato del platano”). É una delibera che con l’alibi della regolamentazione in realtà complica, anziché semplificare la vita dei cittadini: un esempio di atto burocratico autoreferenziale ed inutile. L’unica cosa buona che ha fatto il sindaco è di aver ritirato la delibera. Se non lo avesse fatto lui, lo avrei chiesto io il ritiro.

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