Calatafimi: sequestrano e percuotono connazionale, in arresto 3 rumeni

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Tre cittadini rumeni, i fratelli Vasilica e Ionut Vlase, insieme a Catalin Babiuc Sever, sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione di Calatafimi Segesta perchè accusati di aver sequestrato e picchiato il connazionale classe 1986 O. Vlad. Ad avvertire le Forze dell’Ordine, una chiamata da parte del locale Pronto Soccorso che segnalava l’arrivo attraverso un’ambulanza del 118 di un cittadino straniero che presentava varie contusioni dovute a percosse, che lo stesso aveva riferito essere riconducibili ad un sequestro di persona. Immediatamente i militari si recavano presso il Pronto Soccorso dove constatavano la presenza di un uomo, in barella, con il volto ed il corpo completamente tumefatti che, successivamente, veniva identificato in O. Vlad, rumeno classe 1986, domiciliato in Calatafimi Segesta, dove riferiva di lavorare come pastore. [su_spacer]

Attraverso le dichiarazioni rilasciate ai militari è stato possibile ricostruire la vicenda: la vittima la sera prima alle ore 20:00 circa, aveva ricevuto una telefonata dal connazionale Vasilica Vlase, il quale lo invitava a casa sua. Durante il percorso incontrava un altro suo connazionale Catalin Babiuc Sever, che lavorava con lui presso un ovile a Calatafimi. Insieme i due, poco dopo, si incamminavano in direzione della casa del Vasilica. Una volta giunta sul posto, la vittima si sedeva al tavolo e poco dopo scendeva dal piano superiore dell’abitazione il fratello del Vasilica, Ionut Vlase. Nel frattempo il Vasilica si era armato di un tubo in gomma e dopo aver spinto a terra il Vlad, insieme al fratello e al Catalin, a turno, in due lo bloccavano mentre il terzo lo percuoteva con il tubo in gomma e successivamente con un bastone di legno e con un’ascia che utilizzavano dal lato non tagliente. Durante le percosse sia il Vasilica che il Catalin puntavano più volte un coltello alla gola del malcapitato e lo minacciavano di morte nel caso si fosse rivolto alle autorità. La vittima precisava di non avere la possibilità di scappare poiché i tre connazionali avevano chiuso la porta di casa a chiave ed anche perché lo trattenevano per malmenarlo. Mentre il Vlad veniva percosso, gli veniva rubato un telefono cellulare Samsung, i documenti personali e la somma di 150 euro. [su_spacer]

Intorno alle ore 05:00 circa, i tre smettevano di percuoterlo per andare a dormire, non prima però di averlo ulteriormente minacciato e lasciandolo seduto su una sedia della cucina.
Alle ore 06:30 circa, uno dei tre aguzzini Ionut usciva di casa per andare al lavoro chiudendo, non a chiave, la porta. Nella circostanza intimando al Vlad di non muoversi prima che si fosse alzato il fratello Vasilica. Invece, poco dopo, la vittima, approfittando del fatto che la porta non fosse chiusa a chiave, si dava alla fuga nascondendosi nei pressi di una vicina abitazione fino all’arrivo dei soccorsi.
I medici del pronto soccorso riscontravano un trauma cranio facciale, un trauma escoriato con ecchimosi multiple alla regione dorsale ed un trauma addominale, giudicando l’uomo guaribile in 15 giorni.[su_spacer]

Una volta ricostruita la vicenda, i militari si recavano immediatamente presso l’abitazione del Vlase Vasilica, in Calatafimi Segesta, dove veniva effettuata una immediata perquisizione al fine di rinvenire cose o tracce pertinenti il reato. Fiunti sul luogo, Vasilica Vlase ed il connazionale Catalin Babiuc Sever venivano sottoposti a perquisizione personale, durante la quale venivano rinvenuti il cellulare oggetto di furto, i documenti della vittima e la somma contante di 150 euro, nonché numerosi oggetti atti ad offendere tra cui bastoni, accette, coltelli, tubi in gomma, forbici, martelli, alcuni dei quali con tracce di sostanza ematica, che venivano contestualmente sottoposti a sequestro.[su_spacer]

Alla luce di quanto emerso, Vasilica Vlase e Catalin Babiuc Sever venivano quindi tratti in arresto e successivamente dopo una breve ricerca veniva arrestato anche il terzo complice Ionut, rintracciato in una campagna presso cui lavorava come bracciante. Il P.M. di turno, Massimo Palmeri, ha disposto il loro trasferimento alla Casa Circondariale di Trapani. Secondo gli inquirenti, l’aggressione potrebbe non essere avvenuta soltanto a scopo di rapina. Potrebbe infatti trattarsi di un “regolamento di conti” tra connazionali sul quale si stanno effettuando ulteriori approfondimenti investigativi.

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