Polo Universitario Trapani, l’Associazione Alfaomega fa il punto della situazione

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Di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Alfaomega in merito alla situazione del polo universitario sino ad oggi.[su_spacer]

“Il polo rischia la chiusura. Si tratta di una notizia alla quale trapanesi e studenti sono ormai ampiamente abituati, tanto da non preoccuparsi o meravigliarsi più della cosa. Penso persino che le varie generazioni di studenti trapanesi che nel tempo si sono susseguite, abbiano in comune fra di loro proprio questo perenne stato di angoscia ed ansia per il futuro del polo. In realtà, però, mai come adesso, questo pericolo risulta attuale e  concreto. Tuttavia per comprendere ciò che sta accadendo oggi, occorre prima fare una banale quanto importante precisazione: Consorzio universitario e Polo universitario, ancorché estremamente connessi l’un l’altro,  sono due enti diversi.  Il primo nasce nel 1974, su iniziativa del Dr. Giuseppe Garraffa e dei suoi più intimi amici, con il nobilissimo scopo di dare finalmente alla propria città una libera ed indipendente Università. Le cose, in realtà, col tempo, come sappiamo, sono andate diversamente rispetto quanto previsto dall’originario Consiglio di Amministrazione. Ma di certo, da parecchi anni, ed esattamente dal 1991, Trapani gode della presenza di un  importante e competitivo polo universitario.[su_spacer]

Grazie infatti alla proficua collaborazione tra Consorzio Universitario della provincia di Trapani e l’Università degli Studi di Palermo, nel tempo sono stati attivati numerosi Corsi di Laurea: laurea Magistrale in Giurisprudenza, Scienze giuridiche, Relazioni industriali, Servizio Sociale, Scienze Biologiche, Viticoltura ed Enologia (con sede a Marsala), Infermieristica e Ostetricia. Oggi, a seguito della progressiva, inesorabile e notoria diminuzione dei fondi pubblici destinati alle università e all’Istruzione in generale, restano in vita solo tre di questi corsi di studio. Ma la vita di questi ultimi superstiti dipende proprio dalla sopravvivenza del Consorzio universitario della Provincia di Trapani. [su_spacer]

Pertanto, occorre adesso capire come funziona il Consorzio.

  • Certamente, insieme all’Assemblea dei Soci, l’organo fondamentale è il Consiglio di Amministrazione, che dal 2014 è formato dal Prof. Mario Serio (il quale è Presidente del Consorzio e quindi Presidente del CdA), dal Prof. Riccardo Ursi ( che riveste la carica di vicepresidente) , dal Prof. Giuseppe Giaimo e dal Prof. tardia (entrambi consiglieri).
  • L’Assemblea è invece costituita da tutti i Soci del Consorzio: si tratta di soggetti pubblici e privati. Specificatamente lo Statuto prevede che siano enti territoriali, enti pubblici in genere, società e cooperative, associazioni di categoria e no profit, fondazioni, ordini professionali, soggetti privati iscritti ad albi professionali ed imprenditori iscritti nel registro delle imprese.[su_spacer]

Per il perseguimento delle finalità previste dallo stesso Statuto (fra cui rientrano, appunto, l’attuazione di corsi universitari nella Provincia di Trapani, l’istituzione di strutture di ricerca e l’organizzazione di  corsi di aggiornamento e di formazione professionale), il Consorzio dispone di un patrimonio, costituito principalmente dal fondo consortile e dai contributi versati annualmente dai soci.

Ad oggi, il bilancio è di circa di 1 milione e 400.000 euro l’anno: le spese più importanti che il Consorzio affronta sono in primis, quelle relative alla convenzione con l’Università di Palermo (l’università ha infatti il compito di elargire dei servizi a fronte di un corrispettivo), e poi quelle relative agli stipendi e alla gestione del personale che lavora presso il Polo. Già prima delle recenti modifiche istituzionali che hanno interessato la nostra regione, il comune di Erice aveva messo a dura prova la sopravvivenza del Consorzio stesso e dunque del Polo: nell’Ottobre del 2012 decideva infatti, in maniera unilaterale, di recedere dal consorzio senza rispettare modi e tempi, così come previsto in qualsiasi contratto.[su_spacer]

Successivamente, nel 2013 l’ARS ha abolito le province siciliane, le quali si sarebbero dovute trasformare entro un anno in Liberi consorzi comunali: una riforma epocale quanto complicata e faticosa. E ciò ha inevitabilmente influito sul destino del Consorzio e del Polo.

La (ormai ex) Provincia di Trapani, infatti, essendo titolare di circa il 73% delle quote del Consorzio,  copriva un onere di 860.000 euro. Prima della nomina del Dott. A. Ingroia a Commissario della Provincia di Trapani, il suo predecessore, il dott. Darco Pellos aveva deciso di recedere dal Consorzio. Successivamente,  Ingroia opererà, di contro, una revoca del recesso, facendo così rientrare nuovamente la “Provincia” come socio. Per strane e bizzarre vicissitudini politiche, però, soltanto due giorni prima della cessazione del mandato di Ingroia, gli uffici della provincia decidono nuovamente di recedere dal Consorzio: il nuovo commissario, l’Avv. Ignazio Tozzo, agendo come aveva fatto Comune di Erice, procede alla revoca senza tener conto di tempi e modi. La “Provincia”, tuttavia, garantisce al Consorzio  500.000 euro, ma ad una condizione: che l’ente non avrebbe dovuto chiedere più nulla per crediti passati e futuri. Cosa che, francamente, costituisce un vero assurdo giuridico: come si fa a sapere se in futuro il Consorzio non avrà bisogno di nulla? Si tratta comunque di soldi che sono stati formalmente promessi ma di cui non si è mai vista l’ombra, di una somma considerata come contributo straordinario ma che, in realtà, è da considerarsi solo come un acconto.[su_spacer]

Nonostante tali inverosimili vicende, lo scorso anno, grazie all’intervento del Rettore Lagalla, il quale ha permesso una rivisitazione del debito che è stato spalmato in più anni, il Consorzio è riuscito a chiudere ugualmente il Bilancio 2014. Tale intervento, però, che di certo ha permesso lo scorso anno di riparare faticosamente la falla create da questo deficit economico, non è più sufficiente e, dunque, si corre il rischio che stavolta l’intera nave affondi. E non solo: non ci bastano i 500.000 euro (promessi e mai visti), non ci  basta il sostegno, mai venuto a mancare, dei comuni di Trapani e di Marsala, non ci bastano le attese, non ci bastano le inutili e risentite  giustificazioni politiche, di cui noi giovani siamo già ampiamente stanchi.

Ed ecco il perché condanniamo quello che sta accadendo. Ecco perché ci indignamo. Ecco perché pretendiamo una esaustiva e tempestiva risposta da parte della Regione Siciliana e del Presidente Crocetta, esattamente la stessa che è stata data a favore del Consorzio Universitario di Agrigento, che ha ricevuto in questi giorni il fondamentale contributo dell’ex Provincia (la quale ha revocato l’originario recesso dalla qualità di socio del Consorzio) e la formale assicurazione di sopravvivenza da parte del Presidente della Regione. Esigiamo, quindi, parità di trattamento tra tutti i Consorzi Universitari siciliani e l’immediato intervento finanziario promesso dall’ex Provincia, nonché dalla Regione. Ed ecco perché proteggeremo sino alla fine, costi quel che costi, il nostro Polo, il Consorzio e la nostra terra, perché l’università costituisce una fondamentale ed insostituibile risorsa culturale, sociale ed economica della nostra Terra”.

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