Polo Universitario a rischio chiusura, il parere del Movimento “Progetto Per Trapani”

151

In una nota pervenuta in redazione, il Movimento “Progetto per Trapani” esprime la propria circa le sorti del Polo Universitario di Trapani. [su_spacer]

“Il Comitato promotore “Progetto per Trapani – Noi Partecipiamo” ha affrontato venerdì 27 marzo u.s., le criticità e le problematiche in cui versa il Consorzio universitario del capoluogo, oggi a rischio chiusura. Si è deciso quindi di costituire un gruppo di studio al fine di elaborare una proposta di profondo rinnovamento e cambiamento. Da registrare pure l’adesione dell’Ing. Pietro Cusenza, giovane assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Paceco. Del gruppo di studio faranno parte Giuseppe Mazzara, Simone Vassallo, l’Avv. Liborio Mucaria, l’Avv.Vincenzo Maltese, il prof. Domenico Vitale, Antonio Quarta, il prof. Oscar Tipa, il Sen. Dr. Vincenzo Garraffa il cui padre fu fondatore nel 1974 dell’allora “Libera Università del Mediterraneo”, poi divenuta nel 1992 consorzio Universitario della provincia di Trapani.[su_spacer]

Dopo aver ascoltato le preoccupazioni del fronte studentesco e delle legittime ragioni che stanno alla base della protesta in atto, è stato ascoltato il prof. Francesco Torre, il quale ha illustrato il suo progetto per fa nascere il “V ATENEO della Sicilia, indipendente da Palermo, considerato quale reale opportunità di rilancio, sviluppo e riscatto per questo territorio e per i trapanesi. Il Dott. Vincenzo Garraffa ha poi ripercorso le circostanze e i fatti che hanno portato alla situazione di crisi attuale. Il Comitato, dopo una breve discussione, ritiene – con nota critica:

1) che l’attuale Consorzio Universitario, carente di spessore gestionale, stia vivendo un triste declino, per tanti anni terra di colonia stia pagando oggi gli errori commessi da certa politica negli anni asservita ai potenti di turno;

2) che versi oggi in totale stato di abbandono dalla Regione, dal Consorzio dell’ex Provincia, e di conseguenza, anche dagli organi della stessa Università degli Studi di Palermo, decisi ormai a giocare di rimessa rispetto alle decisioni (di natura politica) dei citati Enti locali (come dire: “senza soldi un si canta missa”);

3) che l’erogazione di un contributo da parte dell’ex Provincia e da parte della Regione, per quanto auspicabile, sarebbe tuttavia solo una soluzione “tampone”che salverebbe solo l’anno didattico in corso, rinviando ad un secondo momento la soluzione definitiva dei problemi in cui versa l’Università a Trapani.[su_spacer]

Ciò posto, il Movimento “Progetto Per Trapani” ritiene che si debba con forza cambiare direzione! Proverà pertanto ad elaborare una proposta/soluzione che possa essere condivisa, che sia imprescindibile dalle finalità di rilancio ed opportunità di lavoro per i giovani, e sia da sviluppo economico per tutta la Provincia. Ponendosi in un’ottica futura, pur mantenendo la facoltà di Giurisprudenza, è indubbio che bisogna arricchire le opzioni di scelta per legittime aspirazioni dei giovani; pensiamo che le linee guida debbano essere ad esempio: A) formare professionalità idonee alla migliore utilizzazione delle risorse del nostro territorio provinciale (turismo, mare, agroalimentare, scienze portuali ed aeroportuali ecc..); B) dare la possibilità ai giovani del nostro territorio di poter conseguire i titoli di studio e non essere costretti a dover vivere (onerosamente) lontano dai luoghi natii.
Un progetto che consenta anche il recupero di siti ed immobili che oggi versano in totale Stato di abbandono (ex Tonnara Tipa ed esempio), per farne sede di laboratori di ricerca. [su_spacer]

Il gruppo di studio seguirà le fasi attuali, ma ha acquisito già dal prof. Torre il progetto del “V Ateneo” del quale ne condivide le finalità, impegnandosi ad acquisire ulteriori informazioni e pareri, e si è aggiornato per l’elaborazione quindi di un documento/progetto che porterà ai tavoli di discussione con altre associazioni. Il Comitato nel prossimo incontro, che si terrà dopo le festività pasquali, discuterà delle problematiche delle frazioni”.

SHARE