Basket, Pietro Basciano: “E’ stata una stagione che ci servirà per il futuro”

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Presidente Pietro Basciano, è l’ora del bilancio stagionale. E’ un compito scomodo?

“No, per niente. Il fatto che la prima squadra non abbia reso per come ci aspettavamo non può sottrarre al nostro operato alcuna certezza consolidata”.[su_spacer]

Elenchiamone qualcuna…

“Abbiamo lavorato dando il massimo di noi stessi. Abbiamo commesso errori e altri ne commetteremo, di questo possiamo essere certi. Ma noi siamo umili: non abbiamo la presunzione di pensare che tutto quello che facciamo sia corretto, però abbiamo posto le basi per far proseguire la vita del nostro club nel miglior modo possibile. La nostra casa, il PalAuriga, è diventata più accogliente, la società è cresciuta e la gente ci è stata vicina. Il nostro pubblico non ci ha mai abbandonato, neanche nei momenti più complessi. E’ il segnale che la città sta apprezzando il nostro lavoro. E non finisce qui, naturalmente”.[su_spacer]

A cosa fa riferimento?

“All’immagine che la Pallacanestro Trapani dà di sé in tutta Italia. Nel panorama cestistico nazionale, tutti ormai sanno chi siamo. Tutti conoscono la nostra serietà e identificano il nostro modo di essere. Pian piano il nostro ‘marchio di fabbrica’ verrà fuori anche sul parquet”.[su_spacer]

Come si immagina questa società nel futuro?

“La Pallacanestro Trapani, in superficie, è della famiglia Basciano, ma la proprietà di una società sportiva non è come un oggetto: la squadra, il club e la maglia sono un bene comune. Quindi, il nostro obiettivo è quello di sviluppare il senso di appartenenza. Il mio desiderio è che quando va in campo la squadra della Pallacanestro Trapani sia riconoscibile per come si comporta, prima ancora che per come sono bravi i giocatori. Rispetto per gli arbitri, per gli avversari, temperamento, volontà, capacità di soffrire, empatia con i nostri tifosi: sono questi i valori che cerchiamo ogni giorno. E vogliamo fortemente che i nostri atleti siano da esempio a quelli del settore giovanile”.[su_spacer]

La sensazione è che tutto questo sia solo consolatorio e che l’amarezza sia prevalente: è così?

“Chi pensa questo, è totalmente fuori strada: chi crede davvero che io cerchi motivi per consolarmi venga a vedere una partita del nostro settore giovanile. Quando a Pasqua, da presidente di Lega, sono sceso in campo a Torino per premiare la nostra squadra Under 13, in cui gioca anche mio figlio Salvatore, ho pensato dentro di me che nessun budget possa valere un’emozione del genere. I nostri ragazzi mi commuovono, sono il nostro futuro. Rappresentano la parte sana di noi stessi. Lo sport, la pallacanestro, sono la via più logica per costruire un territorio e una città migliori. Questo è il nostro obiettivo. Poi, c’è anche la società. La Pallacanestro Trapani è in salute, viva e ha un futuro importante”.[su_spacer]

A proposito di emozioni, forse il problema di quest’anno è stato non averle trasmesse con la prima squadra. Al di là dei risultati, è mancato il fremito che dà un senso alla stagione.

“Verissimo. Dobbiamo lavorare per questo, per migliorare questo aspetto. Come è vero che la Pallacanestro Trapani non vive soltanto di prima squadra, è altrettanto certo che atleti che costituiscano un riferimento di spessore sono una ricchezza per tutti. Un carburante di entusiasmo insostituibile”.[su_spacer]

Chiudiamo, presidente. C’è qualcuno che vuole ringraziare, prima di tuffarsi nell’avventura della prossima stagione?

“La mia famiglia, tutti quelli che lavorano nella Pallacanestro Trapani e ogni giorno lo fanno con passione. E i nostri sponsor: grandi e piccoli, tutti quanti. Abbiamo bisogno di loro, con loro creeremo una squadra più forte e proseguiremo a costruire qualcosa di importante per la nostra città”.

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