Governo Crocetta, La beffa dei tagli alla politica e l’abolizione delle province

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Di seguito troverete un analisi del Commissario di Forza Italia Giovani della provincia di Trapani Giacomo Gucciardo su quello che è stato il Governo Crocetta per i Siciliani. –  La beffa dei tagli alla politica e l’abolizione delle province –

Ma questo Governo Crocetta, ci è o ci fa? Questa è la domanda ricorrente che i siciliani continuano a porsi. E dire che già nello slogan elettorale si capiva che c’era da preoccuparsi: “La rivoluzione è già iniziata…”, citava il condottiero Saro da Gela, e a me venivano in mente le parole di mio nonno, che da saggio conoscitore della vita mi ripeteva che “Quando Dio vuol punire un popolo, gli manda una rivoluzione”. A pochi giorni dal suo insediamento infatti, il nostro caro Governatore, per accaparrarsi le simpatie dei grillini, e cercare dunque di avere una maggioranza a Palazzo dei Normanni, annunciava trionfalmente la tanto sbandierata abolizione delle Province. La cosa peggiore è che questa avveniva sic et simpliciter, senza uno studio sugli effetti che ciò poteva comportare né sul graduale passaggio di testimone dell’ente scomparso.[su_spacer]

Così si è passati in un battito di ciglia, dalle province ai liberi consorzi, non meglio specificatamente definiti e che mettono in dubbio anche confini territoriali fin qui acquisiti. Si è scoperto, improvvisamente, che se la nostra Sicilia ha un notevole gap da colmare con il resto d’Italia, la colpa è del costo di consiglieri giunta e presidenti delle nove province siciliane, così almeno millanta su tutte le tv nazionali il buon Crocetta. Peccato però che a distanza di pochissimi mesi, anche quest’altro atto rivoluzionario del nostro esimio, si dimostra non solo farlocco ma ciò che è peggio creerà danni incalcolabili a tutte le realtà territoriali. E’ una riforma infatti che presenta incongruenze sia sul piano giuridico, che sul piano economico e politico. A livello giuridico infatti, ricordiamo che i consorzi sono previsti dall’ articolo 15 dello Statuto siciliano, che comanda la soppressione delle circoscrizioni provinciali e delle propaggini pubbliche collegate, cioè prima si sopprime un ente e poi se ne crea un altro, non prevedendo una fase di coabitazione fra i due enti, come attualmente avviene. Il risultato è che si crea un disordine sia di natura costituzionale che burocratico non indifferente. Peggio avviene a livello economico, parecchie realtà territoriali come le partecipate, dove la ex provincia era socio di maggioranza, oggi rischiano di scomparire mettendo a repentaglio l’economia e posti di lavoro. Cito a mò di esempio il caso dell’aeroporto di Trapani-Birgi che, grazie a politiche avvedute, cresceva di anno in anno con percentuali spaventose.[su_spacer]

Con la soppressione delle Province, venendo meno il socio di maggioranza, si è dovuta imbastire una corsa ai finanziamenti, richiedendo uno sforzo immane ai Comuni, che quando sono riusciti a trovare i fondi, sono stati poi costretti ad aumentare la tassazione per coprire i costi sostenuti. Questo nella migliore delle ipotesi, poiché può anche accadere che qualche Comune si rifiuti di partecipare al risanamento delle casse, costringendo gli altri soci ad aumentare la spesa o diversamente a far chiudere l’ente stesso. Per non parlare dei vari istituti culturali come Luglio Musicale, Orestiadi, Biblioteca Fardelliana, che da enti storici, rischiano di scomparire.[su_spacer]

Sotto l’aspetto politico invece, il paradosso si è raggiunto lo scorso mese, quando, complice una votazione a scrutinio segreto, è stato soppresso l’articolo 1 del ddl di riforma che di fatto fa cadere l’intera impalcatura della legge, creando più scompiglio di quanto non ve ne fosse già. Insomma, noi che credevamo di aver visto il peggio con l’ex governatore Lombardo, dobbiamo ricrederci ed accettare quanto sia vero che al peggio non c’è mai fine. L’unica rivoluzione che può ancora mettere in atto Crocetta, è quella di lasciare l’incarico di Governatore, per il bene di tutto il popolo siciliano. #rosariostaisereno

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  • raddena5

    Crocetta è stato votato dai siciliani. Se ai siciliani non starà più bene, non lo confermeranno. A tempo debito, però. A mio modesto avviso, nel frattempo, sono molti di più i danni provocati dall’Assemblea Regionale Siciliana. A cominciare proprio dal boicottaggio dell’abrogazione delle province.