Trapani, gli ostacoli alla mobilità sostenibile

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Difficile far peggio di così: Trapani è al terzo posto tra i capoluoghi di Provincia in Sicilia per vecchiaia del parco circolante. Tradotto in cifre, il 61,8% delle automobili sulle strade trapanesi è stata immatricolata otto o più anni fa. Veicoli così in là con l’età, il cui valore di mercato è ormai ridotto all’osso con qualunque servizio per la quotazione di auto usate, rappresentano prima di tutto un pericolo per chi le guida e per chi vi sta intorno. Mancano, a bordo dei modelli divenuti obsoleti, i dispositivi di sicurezza più avanzati, così come mancano le omologazioni europee a salvaguardia dell’ambiente. La situazione, purtroppo, interessa non soltanto Trapani e l’intera Sicilia, ma tutto il Meridione.[su_spacer]

 Ma quali sono gli ostacoli che si frappongono all’introduzione di modalità di trasporto più clementi verso l’ambiente, e anche più economiche rispetto all’automobile? Non si può infatti ridurre l’argomento all’impoverirsi delle famiglie e all’impossibilità di investire nell’acquisto di un’auto nuova. C’è molto più di questo: per prima cosa, la principale alternativa al trasporto privato, i mezzi pubblici, non è all’altezza della situazione. Secondo quanto riportato dal IX Rapporto sulla mobilità in Italia dell’Isfort, soltanto il 13,6% degli italiani sceglie autobus e affini, e i motivi sono semplici da immaginare. Troppo lenti – 15 km/h medi percorsi su un autobus rispetto ai 29 di una quattroruote – troppo affollati, mai in orario.[su_spacer]

Alle carenze del trasporto pubblico, si aggiunge il fatto che buona parte della popolazione vive sì nelle aree cittadine, ma è vittima della cosiddetta dispersione urbana o “sprawl”, vale a dire abita in quartieri residenziali che sorgono come funghi ai margini delle città, spesso mal collegati col centro. L’auto diventa perciò l’unica risorsa possibile per raggiungere il posto di lavoro e tutti gli altri servizi.[su_spacer]

Anche se forme di mobilità alternativa basate sull’automobile, come car sharing – inserito anche nell’ultimo paniere Istat – e car pooling, si stanno rapidamente affermando in metropoli come Roma e Milano, in Sicilia si va a rilento. A Trapani le auto in condivisione si trovano soltanto all’aeroporto, mentre BlaBlaCar, servizio per trovare passaggi online, offre opportunità di spostarsi da e verso la città, ma non al suo interno. Eppure cogliere al volo questo nuovo modo di utilizzare l’automobile porterebbe benefici a tutti: ai trapanesi, alla loro città e anche alle loro tasche.

 

 

 

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