Massimo Marino interviene sulla smentita di Giacalone, “sulla presunta iscrizione al registro indagati”

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Sulla presunta iscrizione del registro degli indagati di Rino Giacalone, smentita però dal giornalista, è voluto intervenire nuovamente il presidente di Telesud Massimo Marino. Di seguito la nota integrale del Presidente:[su_spacer]

“Spesso ci sembra che i vecchi detti siciliani siano davvero calzanti. E nella circostanza il famigerato “fare u fissa pi un pagare dazio” sia quanto più attinente alla vicenda che da settimane turba non poco la stampa locale, ma non solo. Ancora una volta tentiamo di spiegarci; da quando abbiamo pubblicato la notizia che Rino Giacalone sarebbe iscritto sul registro degli indagati, il mondo dell’associazionismo, l’irrefrenabile quanto approssimativo popolo dei social, qualche politico avventato e lo stesso giornalista hanno tenuto a ribadire, anche formalmente, che la stampa non si fa “con le chiacchere da Bar” e che la stessa Procura di Trapani, per tramite del suo capo Marcello Viola, dichiarando che nel “proprio ufficio non ci sia alcuna iscrizione a carico di Giacalone” abbia scritto la parola fine a questa telenovela”.[su_spacer]

“Ancora una volta sottolineiamo che questi giochetti mediatici con noi non attaccano e possono prendere per i fondelli qualche allocco, magari su facebook, ma non certo chi sà il fatto proprio; fatto che un giornalista d’esperienza come Giacalone sà bene ad oggi non poter essere altro che qualificatamente induttivo o autorevolmente verosimile visto che l’eventuale “status” di indagato non potrebbe mai essere “documentalmente” provato da terzi. Per iperbole, neanche se portassimo una registrazione di un generale dei Carabinieri questa sarebbe una “prova piena”.[su_spacer]

“Ma stiano certi, Inguì di Libera, Giacalone e il Movimento 5 Stelle, che con un suo senatore ci chiedono nella sostanza “dove sia finito il concetto etico del giornalismo” che non accettiamo alcuna morale da nessuno; e chiediamo a loro stessi: è giusto che un cronista divulghi la propria fonte, a maggior ragione se molto qualificata? Giacalone, la rivelerebbe? Ma comunque, stiano altrettanto certi che nell’eventuali sedi preposte – se chiamati a risponderne – vedranno se sarà stata l’altrettanta famigerata zia peppina incontrata al bar a indurci a rendere verosimile la notizia o le molteplici fonti qualificate che Telesud ha raccolto in queste settimane; a cominciare da rappresentanti di categoria del giornalismo cui anche a loro la risposta del Procuratore Viola è stata “QUA non c’è alcuna iscrizione”.[su_spacer]

“Nella sostanza, lo stesso concetto espresso a suo tempo a Luigi Todaro quando non gli fu risposto “non ci risulta alcuna ipotesi di reato in tal senso” ma semplicemente che “non avesse alcun commento da fare”; non smentendo però la notizia. Cosa fin troppo ovvia, visto che qualora i fatti corrispondessero al vero, e cioè che Giacalone si fosse millantato di adoperarsi in favore di Durante in uffici giudiziari a lui “vicini”, la sede territoriale per competenza non potrebbe mai essere Trapani; ma Trapani ne sarebbe, ovviamente, a conoscenza, non potendo smentire dunque alcunché. E questo Giacalone lo sa bene; ecco perché il presunto 335 in suo possesso – documento che proverebbe soltanto che in un determinato ufficio non fosse iscritto sul registro degli indagati e fra l’altro solo in quel momento, non escludendo però periodi antecedenti… – non smentirebbe proprio nulla. Ad ogni modo: se il giornalista vorrà adire alle vie legali, sarebbe disposto a chiamare a testimoniare il procuratore Viola? Noi si. A tal fine stiamo provvedendo ad inoltrare una memoria alle Procure di Trapani, Palermo e Caltanissetta, cosi come all’Ordine dei giornalisti, per esporgli una relazione circostanziata; e nei prossimi giorni verrà pubblicata sul nostro sito integralmente. Questo, a tutela del Gruppo Editoriale che rappresento e della professionalità dei nostri collaboratori. Poi, chi vuol far finta di non capire, faccia pure”.

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