Calcio siciliano nel caos: il resoconto di una giornata da dimenticare

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Ci stiamo lasciando alle spalle una giornata da dimenticare per il mondo del calcio ed in particolar modo per il campionato di Serie B. Questo martedì 23 giugno si è aperto con i domiciliari per il Presidente del Catania Antonino Pulvirenti, l’Amministratore Delegato Pablo Cosentino e il direttore Daniele Delli Carri. L’accusa  è di “frode in competizioni sportive e di truffe”. Quindi la conferenza stampa della Procura di Catania che svela alcuni nomi di calciatori a cui è indirizzato un avviso di garanzia. Fra questi figurano i difensori del Trapani Luca Pagliarulo e Antonino Daì. Cinque al momento sarebbero le partite interessate dall’indagine della Procura di Catania. Si tratta di: Varese-Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina-Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0 e Catania-Livorno 1-1. Il club del Presidente Vittorio Morace, attraverso un comunicato, precisa: “Apprendiamo con stupore dell’indagine svolta dalla Procura di Catania che vede coinvolti anche alcuni nostri tesserati. Fiduciosi e rispettosi del lavoro svolto dalla Magistratura confidiamo che la vicenda possa risolversi nel più breve tempo possibile“. Attraverso il proprio profilo Facebook la bandiera granata Nino Daì sottolinea: “Ogni sabato aspettavo pazientemente il mio turno per giocare e vestire la maglia granata, che amo. È incredibile che qualcuno mi accusi di aver fatto qualcosa che danneggi la mia squadra, la mia società e i miei tifosi. Facciano tutto quello che vogliono: scavino nei miei conti, mi controllino, mi perquisiscano. Troveranno solo la trasparente verità della mia vita da “operaio” del pallone, innamorato della squadra per cui gioca”.  Coinvolta anche un’altra delle formazioni siciliane. Avvisi di garanzia anche per Pietro Lo Monaco, Fabrizio Ferrigno e Alessandro Failla del Messina. La società peloritana tramite un comunicato precisa: “L’A.C.R. Messina rende noto di prendere atto per quanto emerso oggi, in sede di conferenza stampa, circa le attività di indagine effettuate dalla Procura di Catania e ritiene doveroso precisare la totale estraneità ai fatti contestati dei propri tesserati fermo restando la massima disponibilità a collaborare con l’Autorità Giudiziaria per quanto di eventuale propria competenza”.

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