Erice, Disastro ambientale: doloso o colposo?

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Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio straordinario aperto correlato al gravissimo incendio sviluppatosi in data 13 -14/06/2015 e che ha distrutto la residua vegetazione arborea / versante sud di Monte Erice, per larga parte di proprietà del demanio regionale.[su_spacer]

Stamani il Comitato Provinciale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica convocato da Prefetto, sia in relazione ai furti che all’incendio del 13 giugno 2015.[su_spacer]

” …ho rappresentato al Consiglio comunale e lo farò anche al Prefetto, da un lato l’azione giudiziaria che intendo intraprendere, sia in sede civile per i danni subiti al patrimonio comunale oltre che a sostegno per quello dei privati, che in sede penale per le responsabilità indubbie nei confronti della Regione, rea ad oggi, di non avere realizzato i viali parafuoco ed avviato in ritardo il servizio antincendio – dichiara il Sindaco Tranchida – citando gli oltre 50 sopralluoghi operati dal Comando Polizia Municipale e le 30 sanzioni da 400,00€ cad e relative ordinanze in danno adottate ad oggi, non solo nei confronti dei privati inadempienti, ma anche nei confronti dei rappresentati legali della Regione, dell’ex Provincia e del Demanio dello Stato, rei di non aver realizzato i viali parafuoco, non avere scerbato i cigli stradali e le aree demaniali, comportanti NOCUMENTO alla sicurezza delle persone e causa prima di condizione e sviluppo degli incendi, come per l’appunto, quello dell’ennesimo disastro ambientale di Erice del 13 e 14 u.s.. Continuo a denunciare – conclude Tranchida – che la mancata realizzazione da parte della Regione dei viali parafuoco a tutela della montagna di Erice, comporta un pericolo costante a fronte del quale è bene che tutto il sistema di sicurezza delle Forze dell’Ordine sia allertato se non diversamente chiamare il Governo nazionale a presidiare la montagna anche con l’Esercito, al pari del mantenere presso l’aeroporto di Birgi idonei mezzi antincendio aerei come i Canadair”[su_spacer]

Pervenuta ieri, quasi a suonare a mo’ di paradosso, la risposta lenta della Giustizia circa altro gravissimo incendio del luglio 2010, che ha visto l’Amministrazione Tranchida denunciare le responsabilità e costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili, dall’A.G. individuati in CASTIGLIONE Vincenzo e nel funzionario regionale ASARISI Michele. La Corte di Appello di Palermo ha confermato, seppur riducendo a due anni, la condanna di costoro, oltre che riconoscere il risarcimento spese per il Comune. I danni prodotti e indotti dall’azione omicida dei colpevoli individuati – dichiara insoddisfatto il Sindaco Tranchida – non possono essere derubricati con sanzioni penali di così bassa entità. Il legislatore deve inasprire le pene e renderle esemplari”

 

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