Castello di Punta Troia a Marettimo: da carcere a museo

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Apre da oggi al pubblico a Marettimo il Museo delle Carceri, che ha sede al Castello di Punta Troia. Fino al 30 settembre la struttura potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.30 alle ore 18.30, grazie alla presenza delle guide del Comune e di una collaboratrice dell’Area Marina Protetta, che accompagneranno i visitatori nelle visite guidate all’interno dell’edificio spiegando la storia del castello dalle origini ad oggi, e il passaggio da prigione a Museo delle carceri e Osservatorio della foca monaca. Si tratta di un sito archeologico spettacolare che rappresenta l’emblema dell’isola, cui si accede o da un sentiero forestale in almeno un’ora e mezza di percorso per camminatori da trekking, o tramite le barche dei barcaioli dell’isola che conducono fino alla spiaggia di Scalo Maestro, una delle più belle di Marettimo, dalla cui caletta si percorrerà una salita di circa un quarto d’ora su un sentiero lastricato.

L’ingresso al Castello, di cui fino a ieri erano aperte solo le terrazze, è gratutito. Per ogni informazione utile si ci può rivolgere agli uffici della delegazione comunale dell’isola.

Il castello di Punta Troia, edificato a strapiombo sul mare, sulla cima di un suggestivo promontorio, a cui si accede per una sottile lingua di terra all’estrema punta nord-occidentale di Marettimo, è uno dei monumenti più antichi dell’isola, e sorge sulle fondamenta di una torretta di avvistamento costruita nel IX secolo dai Saraceni. Nel XII secolo Ruggero II, re normanno di Sicilia, fortificò le postazioni difensive delle Egadi, tra le quali la torretta di Punta Troia; ma fu nel 1600 circa che gli Spagnoli edificarono l’attuale castello, dotandolo di una grande cisterna per la raccolta d’acqua e di una chiesetta che fu chiamata Real Chiesa Parrocchiale di Marettimo. La cisterna, detta la Fossa, venne successivamente adibita dagli stessi Spagnoli a prigione per i reati più gravi. Dalla fine del ‘700 il Real Castello del Maretimo divenne un carcere per prigionieri politici, fino al 1844, quando Ferdinando II di Borbone, dopo un’ispezione, ne decise la chiusura. Fu adibito in seguito, durante i conflitti mondiali, a punto di avvistamento militare e stazione telegrafica. Dopo il restauro ospita Il Museo delle Carceri di Punta Troia e l’Osservatorio per la Foca Monaca dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi: l’antica fortezza è, quindi, oggi un centro culturale nel cuore del Mediterraneo.

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