Pallacanestro Trapani, il capo area Fabrizio Canella tira le somme sul settore giovanile

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Fabrizio, oggi si conclude l’attività del settore giovanile granata. Come giudichi il lavoro svolto in questo primo anno da te e dal tuo staff?

“Io e i nuovi arrivati ci siamo ambientati fin da subito, grazie e soprattutto alle persone già presenti, che ci hanno dato una grossa mano. Ci siamo mossi a 360 gradi. Abbiamo iniziato dagli spazi nelle palestre del territorio, perché, purtroppo, il PalAuriga non è sufficiente per il numero di squadre che devono allenarsi. Quindi, siamo andati alla ricerca di nuove strutture, come la palestra di San Giuliano, la palestra dell’Istituto tecnico per Geometri, la Tenente Alberti e il PalaFunivia. Alla fine dei conti, penso che il lavoro svolto sia stato più che positivo”.

Dal punto di vista sportivo, invece, ti ritieni soddisfatto dei risultati delle singole squadre?

“Credo che tutti i gruppi abbiano fatto bene, dai più grandi fino ad arrivare al minibasket. Un lavoro buono non vuol dire per forza vincere il campionato, anzi a livello giovanile il risultato è l’ultima cosa che si guarda. Tutti i ragazzi e le squadre hanno ottenuto dei miglioramenti, sia individuali che collettivi, ed è quello che ci fa più piacere”.

Quanto è importante per i ragazzi il lavoro atletico svolto con il preparatore Salvatore Poma?

“E’ uno slancio per il futuro. Il suo ruolo è stato fondamentale: ad iniziare dai più piccoli, per la loro coordinazione motoria, mentre i grandi hanno iniziato a fare un lavoro di potenziamento fisico. I giovani di adesso giocano tutti con la playstation e fanno una vita spesso sedentaria, quindi le attività svolte insieme al preparatore sono importantissime per tutte le categorie. Spero, quindi, per il prossimo anno di aumentare ulteriormente il tempo da dedicare alla fase atletica, magari arrivando ad avere a disposizione un preparatore a tempo pieno. Sarebbe il massimo”.

Molte sono state le manifestazioni alle quali i gruppi granata hanno preso parte. Quanto pensi che queste esperienze siano servite per crescere sotto il profilo umano e per far gruppo?

“La mia idea, quando a settembre si formeranno i nuovi gruppi, è che tutte le squadre possano fare almeno un’esperienza di questo tipo. Riuscire già a fare un torneo nei primi quindici giorni di allenamento sarebbe l’ideale. Sicuramente, se non si potranno fare all’ inizio, cercheremo di disputarli comunque durante l’arco della stagione. Quanto fatto quest’anno ci ha dimostrato ulteriormente che momenti aggregativi come i tornei sono serviti a tutti, soprattutto ai piccolini, che non erano mai stati fuori casa e che hanno dimostrato di essere cresciuti molto”.

Diverse sono state, inoltre, le convocazioni per le varie rappresentative ricevute dai nostri atleti. E’ questo più un motivo di orgoglio o un trampolino di lancio per la tua attività?

“Ovvio che queste convocazioni vadano vissute in entrambe i modi. E’ merito innanzitutto dei ragazzi, perché solo se loro hanno voglia di lavorare alla fine migliorano. Fare anche dei lavori individuali li ha aiutati, ma non si fa nulla se alla base non c’è la voglia dei giocatori di arrivare. Quest’anno abbiamo avuto in rappresentativa siciliana i 2002 Salvatore Basciano e Luciano Tartamella, che hanno appena finito il Trofeo Bulgheroni a Bormio. Poi Davide Fontana è stato convocato come riserva a casa con la Nazionale Under 16 e, infine, Lorenzo Tartamella, già più volte convocato per dei concentramenti, è stato chiamato persino come riserva a casa al raduno pre Europeo dei ’99, pur essendo un 2000. C’è da dire che se ancora oggi, a fine giugno, i gruppi sono stati in palestra ad allenarsi, capiamo che lo spirito e l’impegno mostrato da tutti siano estremamente positivi”.

Durante la stagione sportiva sono stati provati diversi giovani, provenienti da tutta Italia. C’è la possibilità che qualcuno di loro vesta in futuro la maglia granata?

“Lo spero. Abbiamo la fortuna che il nostro presidente sia uno dei pochi che punta sui giovani e nella stagione 2015/2016 apriremo una foresteria. Con questi presupposti, tra qualche anno, magari, potremmo avere dei giovani di livello cresciuti nel nostro vivaio. Oltre a migliorare le qualità della squadre, i nostri giocatori trapanesi miglioreranno di conseguenza, perché avranno la possibilità di confrontarsi con atleti più dotate tecnicamente”.

Con la Virtus Trapani c’è una collaborazione che dura ormai da diversi anni. Come proseguirà?

“Io spero che questa collaborazione diventi sempre più intensa. Quest’anno ci sono state delle interazioni tra il nostro settore giovanile e la loro prima squadra. Il prossimo anno, quello che vogliamo attuare non è il solo terzo tempo alla fine della partita, peraltro sempre importante, ma creare un’unione ancora più pregnante tra le due società. L’obbiettivo finale è che tutti si allenino per migliorarsi e divertirsi sempre di più”.

Per il futuro sono previsti nuovi progetti e nuove idee? Se sì, quali?

“Per migliorare il settore giovanile, la mia idea è quella di far fare a tutti i gruppi il doppio campionato. Questo sarebbe già importante, anche se i campionati hanno un costo, ma credo che sia la cosa giusta da fare. Allo stesso tempo, continueremo con il lavoro che abbiamo iniziato in questa stagione sportiva”.

Infine, chiudiamo con un argomento a piacere.

“Ci tenevo a ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con noi. Non solo del settore giovanile, ma anche i genitori che hanno avuto tanta pazienza e lo staff della prima squadra. Parlo di Lino Lardo, Giacomo Genovese, Salvatore Poma, Walter Stabile e tutti gli altri. E’ grazie anche a loro che siamo riusciti ad unire i due settori. Molte volte la prima squadra prende una via, invece il settore giovanile un’altra. Quest’anno, invece, abbiamo lavorato tutti insieme. Credo che da questo punto di vista bisogna ringraziare veramente tutti, perché dal minibasket alla prima squadra abbiamo dimostrato di essere una realtà unica”.

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