Trapani, Centro Storico “Turismo  e Movida” – le proposte dell’Osservatorio Legalità per una migliore fruibilità della città

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“Divisione della città in tre zone e diverse modalità per fare intrattenimento musicale, dal centro storico e residenziale dove la musica live si fermerà inderogabilmente alle 24 per l’interno del locale, ma con la possibilità di fare filodiffusione o musica d’ambiente, e alle 23 e solo in acustico e senza alcun tipo di amplificazione per l’esterno. Maggiori possibilità invece per le zone di estrema periferia o nelle zone industriali, perché spalmare un regolamento uniformemente in tutto il territorio non aiuta a decongestionare le zone critiche. Ma anche una regolamentazione della fascia costiera e delle frazioni balneari senza tralasciare i lidi attrezzati”. Sono queste alcune delle proposte presentate alla IV Commissione Affari culturali, turismo e spettacolo dall’associazione Osservatorio per la legalità, presieduta dall’ Avv. Vincenzo Maltese, che ha visto la collaborazione del Comitato “Progetto per Trapani”.[su_spacer]

“Prevediamo anche premialità e sgravi fiscali per i locali virtuosi che collaborano alle iniziative del Comune e patente a punti per i gestori con lo stesso meccanismo di assegnazione della patente di guida” –  commenta l’Avv. Filippo Spanò componente del direttivo dell’Osservatorio – Standard qualitativi da rispettare per le nuove licenze e una commissione di controllo composta da residenti e gestori che avrà il compito di monitorare il territorio.[su_spacer]

“Auspichiamo che si possa adottare un regolamento che guardi anche al futuro – sottolinea , è un’occasione che va sfruttata e limitarsi ad essere restrittivi, in una città come Trapani che vive di turismo, non fa di una ordinanza sindacale lo strumento adatto a mettere dei paletti in maniera equilibrata alla vita notturna di questa città. Chiediamo infine un presidio fisso che darebbe più sicurezza sia ai residenti che ai turisti, tramite organi di vigilanza, Forze di Polizia (municipale) per reprimere episodi di microcriminalità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, non basta il pugno duro contro gli esercenti che vengono multati per aver esposto cartellonistica non autorizzata, c’è bisogno di una regolamentazione generale più intelligente e di qualità”.

 

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