Trapani, il consiglio comunale ritira atti deliberativi su TASI e TARI

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Il piano finanziario della Tari e gli atti che fissano le aliquote della tassa sui rifiuti (Tari) e della tassa sui servizi indivisibili (Tasi), non hanno convinto il Consiglio comunale di Trapani, che avrebbe dovuto approvarli nella seduta di ieri. Dopo diverse ore di seduta gli atti deliberativi sono stati ritirati dalla Giunta prima della probabile bocciatura.[su_spacer]

“Quanto accaduto durante la seduta d’aula, concernente la trattazione del Piano Finanziario della TARI 2015, rappresenta bene il livello di responsabilità di questa Giunta, in primis verso i cittadini”-sottolinea il Consigliere Abbruscato. “Il Consiglio Comunale, ha esaminato la Delibera di fondamentale importanza per definire le tariffe TARI 2015, e nel corso del dibattito ho sottolineato ancora una volta, che dei 12.600.000,00  euro  del piano finanziario,  ben 9.266.000 sono il costo della TP  SERVIZI per la gestione del ciclo rifiuti al Comune di Trapani. Sebbene già dalle risultanze della relazione finale della Commissione d’Indagine sulla TRAPANI SERVIZI, di totale proprietà del Comune era evidente che il controllo sulla gestio della stessa sia demandato al Dirigente preposto e alla Giunta, il Consiglio Comunale non può che prendere atto dei numeri presentati dai vertici della partecipata, che di fatto obbligano alla copertura al 100% di questo costo da parte dei cittadini, tramite la TARI.[su_spacer]

Alle pressanti richieste del sottoscritto e di altri colleghi, il Sindaco ha deciso di ritirare l’atto deliberativo e di riproporlo successivamente, soprattutto grazie alla proroga accordata ai Comini siciliani per la presentazione del bilancio 2015. Prendo atto dell’assoluta mancanza di rispetto istituzionale verso il Consiglio Comunale, e di conseguenza dei cittadini su cui vengono ripartiti i costi della TRAPANI SERVIZI, della discarica e dell’impianto di riciclaggio che , essendo di proprietà della comunità, dovrebbero rappresentare un vantaggio per la città di Trapani, ma che di fatto si traducono in tasse per un servizio al di sotto dello standard richiestoA mio avviso – conclude Abbruscato- la mancata adozione di uno strumento di controllo  analogo delle Società partecipate, rappresenta una deficienza non più tollerabile, ancorchè richiesto e proposto da diverso tempo”.

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