Trapani, al via domani la mostra personale di pittura di Massimiliano Errera dal titolo “IO/TE”

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Prenderà il via domani a Trapani, presso il Bandini concept/bar in via Beatrice 1, la mostra personale di pittura di Massimiliano Errera dal titolo “IO/TE”,  a cura di Domenico Scardino.

La mostra si aprirà con un vernissage alle ore 22.00. Sarà visitabile tutti i giorni dalle 19.00 alle 2.00 fino a lunedì 31 agosto 2015. L’ingresso è gratuito. [su_spacer]



L_27Ombra_20dei_20TempliUno dei soggetti più frequenti rappresentati da Massimiliano Errera è il frate, sorta di alter ego con cui dialogare serratamente durante il fermento creativo o nei momenti bui del suo Io. Da sempre simbolo delle rinunce ai beni terreni, ascetico e critico nei confronti del mondo cui ha voltato le spalle, il frate/IO dell’artista trapanese incarna, sul dipinto, le vicende oniriche del suo creatore. È un dialogo, spesso uno scontro, tra chi è e cosa fa e chi essere e cosa fare. Il frate è ora una prigione fatta di riti e privazioni, ora un mentore che da tranquillità e pace, ora un giullare (altro Io surreale di Errera), che abbandona le certezze della propria condizione e parte alla ricerca del nuovo. In ogni caso, comunque, forte è la voglia dell’artista, di rendere partecipi di questo poliedrico viaggio dicotomico tra Io e società, tra sogno e realtà gli spettatori attraverso l’atto del dipingere. Guardando i cinque dipinti esposti emerge, oltre al travaglio interiore dell’artista (egli fa comunque parte dell’umanità, non è un asceta) anche la denuncia ironica e tagliente dell’odissea interiore
dell’uomo contemporaneo ed una velata critica alla borghesia contemporanea che si barcamena tra il cannibalismo del consumismo moderno e la mancanza di valori morali della nostra società, ormai decadente. L’essenza di questi conflitti si manifesta, nella ricerca di Errera, non solo a livello cromatico ma anche e soprattutto, a livello iconografico. Se, infatti, i temi cromatici usati dal trapanese, sono spesso in aperto contrasto gli uni con gli altri, a livello semantico, i simboli usati per mettere in scena i suoi teatri dell’assurdo sono quanto di più familiare possa apparire agli occhi dello spettatore. Uccelli, fiori, frati, croci e persino famosissime multinazionali, sono usati del giovane pittore come strumento di detonazione per la sua poetica surrealista. La loro matrice è frutto della sua vena creativa ma, talvolta, si lascia guidare anche dai grandi maestri del cinema surreale. È così che la critica al consumismo smodato, simboleggiato dalle multinazionali, trova i suoi prodromi ne La grande abbuffata, parossistico film di Marco Ferreri, da cui Errera riprende, ma in modo molto sottile, il messaggio del regista e lo traduce, sulle sue tele, nell’incapacità di resistervi anche da parte del frate e della natura (l’uccellino). O ancora, altro capolavoro visionario, simbolico e surreale che ha ispirato il nostro è la Montagna Sacra di Alejandro Jodorowskyi, in cui le allegorie mistico-religiose simbolo dell’odissea interiore del regista cileno, diventano un camposanto in cui è lo stesso simbolo del cristianesimo (la Croce) ad uccidere le anime. [su_spacer]

Classe 1980, Massimiliano Errera trascorre l’infanzia tra Paceco, Trapani ed Erice.
Dopo un breve periodo di apprendistato con il pittore e scultore trapanese Armando Safina, che gli trasmette l’entusiasmo e la passione per la pittura durante gli studi d’arte, si trasferisce a Bologna per iscriversi all’accademia delle belle arti. Li, conosce Bruno Benuzzi, esponente di spicco dei “Nuovi Nuovi” e Luigi Mastrangelo, tra i pionieri del “Medialismo”, che hanno grande influenza sul giovane trapanese e gli svelano le “infinite possibilità di gioco offerte dal mezzo artistico, visto come incipit per sognare nuovi orizzonti”. Dal 2008 partecipa ad importanti mostre collettive e personali fra cui Pin-Up 80, Bologna (2011), “I Vincitori al Mar” Ravenna ( Museo d’Arte Ravenna – 2011), “Out of Time”, Lanificio 159 (Roma 2015) e “Forma Italiana”con il patrocinio di Senato e della Camera della Repubblica (Sala Celeste, Bologna – 2015). Nel 2011, vince il Premio Nazionale di Pittura Marina di Ravenna 2011.
Di lui hanno scritto Maria Teresa Montesanto, Carmen Lorenzetti, Salvatore Mugno, Andrea Velluto, Luigi Dati, Domenico Scardino, con articoli apparsi sul Giornale di sicilia, La Sicilia, La Repubblica, Il Resto del Carlino, Art Journal (Boschi edizioni) Bologna, Rivistasegno 2015, Monitor, Corriere Romagna, Il Fatto Quotidiano, Social.

 

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