Fazio attacca Damiano: “La sua relazione è una improponibile difesa d’ufficio del suo inutile operato”

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«La relazione del sindaco Vito Damiano si commenta da sé. Intanto per il ritardo con cui viene presentata al consiglio, prima relazione semestrale in due anni e mezzo, in spregio alle norme e a quei principi di legittimità e legalità cui dice di ispirarsi – afferma il capogruppo di Uniti per il Futuro, Girolamo Fazio –. Poi per i temi triti e ritriti che propone al giudizio dei consiglieri, che sono gli stessi da oltre due anni: il bilancio che è stato lasciato nel 2012 sarebbe stato disastroso, bilancio che per altro egli all’epoca lesse, votò, approvò e deliberò; l’opposizione opererebbe con azioni denigratorie; io personalmente che avrei operato per tornaconto politico personale, incurante dei danni che in tal modo avrei procurato alla comunità trapanese (ma Damiano non dice quali siano tali danni. Sic!)».[su_spacer]

«Insomma – continua Fazio –, al netto di pochi aspetti amministrativi sui quali mi esprimerò nella sede istituzionale opportuna, è l’abusato stantio motivetto che Damiano intona sempre nel vano tentativo di difendere il proprio fallimentare operato. Senza tenere conto che la solita musica delle sue lamentazioni, che attribuiscono sempre ad altri le colpe, è sovrastata dal quotidiano coro dei cittadini trapanesi che si stracciano le vesti per averlo come sindaco e che non vedono l’ora che se ne vada. Dimentica, Damiano, che c’è anche una statistica ed una classifica che lo inchioda all’ultimo posto del gradimento dei sindaci. Se proprio vogliamo trovare delle novità c’è da rilevare che Damiano intravedrebbe altri due protagonisti di una sorta di complotto ai suoi danni: la stampa locale, impegnata a suo dire a metterlo in cattiva luce; e la dirigenza comunale, contro la quale punta il dito ritenendola unica responsabile delle inefficienze amministrative (ovviamente Damiano si guarda bene dal fare nomi e cognomi)».[su_spacer]

«Ma basta ricordare ai trapanesi l’abbandono della città, le spiagge non pulite, i parcheggiatori abusivi imperanti nonostante una ordinanza del 2008 ancora in vigore, l’occupazione abusiva del suolo pubblico di commercianti ambulanti e fissi, l’abbandono del Bastione dell’Impossibile ed infine l’ultima nefasta ordinanza che vieta il transito ai pullman lungo le vie Ammiraglio Staiti e Regina Elena, paradigmatica del metodo amministrativo del sindaco Damiano. E qui – sostiene Fazio – non c’entrano i tagli ai trasferimenti statali e regionali; qui non c’entrano le nuove norme di stesura e redazione dei bilanci, i presunti debiti pregressi, l’opposizione brutta e cattiva, la stampa coalizzata contro, i dirigenti ritenuti incapaci. Quella ordinanza è frutto della cervellotica visione che Damiano ha della città. Una visione che lo pone fuori dalla realtà e dalla quotidianità che vivono ogni giorno i trapanesi ed i turisti. La sintesi dei due anni e mezzo di amministrazione Damiano è tutta in quella assurda ordinanza e nelle prime nove pagine della relazione, vergate con l’intento di attribuire ad altri responsabilità che sono tutte sue. Mi dolgo che non sia stata sottoscritta la mozione di sfiducia da me presentata e che l’argomento non abbia più trovato attenzione nell’agenda della politica cittadina».[su_spacer]

«Se è vero quanto Damiano sostiene, cioè che tutte le colpe sono degli altri, e che sarebbe vittima di una sorta di accerchiamento, perché non se ne va? Non mi pare – conclude Fazio – che con il suo operato la situazione sia migliorata; né, considerate le premesse che egli descrive nelle prime pagine della relazione, pare vi sia una prospettiva. Se avesse un minimo di dignità e correttezza morale invece di accusare i dirigenti, la stampa o il sottoscritto, farebbe bene a dare le dimissioni».

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