Recinzione Spiaggia Marausa, Co.Di.Ci si rivolge alla magistratura

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Riguardo alla recinzione del tratto di spiaggia di Marausa Lido, l’Avv. Vincenzo Maltese Segretario di Co.Di.CI. – Centro per i Diritti del Cittadino, al quale si sono rivolti diversi cittadini che fruiscono di quel tratto di costa, evidenzia che:[su_spacer]

“IN DATA 6.07.2015 IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI TRAPANI RISPONDEVA ALLA NOSTRA ISTANZA DI ACCESSO CIVICO AGLI ATTI COMUNICANDOCI CHE LA SPIAGGIA, SULLA SCORTA DI UN SOPRALLUOGO EFFETTUATO DALLA POLIZIA MUNICIPALE, NON SAREBBE PRECLUSA O IMPEDITA DALLA RECINZIONE IVI PRESENTE.  In data 11.06.2015 si inoltrava richiesta attività ispettiva all’assessorato competente Territorio e Ambiente nonché al capo Compartimento Marittimo”.[su_spacer]

“Non avendo ricevuto ad oggi risposta alcuna rispetto a quest’ultima richiesta, e non ritenendoci soddisfatti della risposta fornitaci dal Comune di Trapani-, precisa l’Avv. Vincenzo Maltese-, l’unica strada per far luce su questa vicenda, rimane l’interessamento della magistratura.

A tutela dell’interesse collettivo, Codici svolge da sempre una attività di controllo dell’operato sia di privati che soprattutto della pubblica amministrazione e degli enti pubblici in genere. Quando questi si ravvisano essere stati in qualche modo lesi, senza sconti ad alcuno, non possiamo che rivolgerci alle Istituzioni e agli organi amministrativi di controllo preposti. Nel caso di specie, i cittadini che a noi si sono rivolti – prosegue il Segretario di Codici Trapani – chiedono di sapere se questa limitazione  imposta circa tre anni fa con la recinzione sia legittima o meno, e se viola norme di legge essendo peraltro al confine con il demanio marittimo. Si ricorda che a causa di tale limitazione, gli utenti sono costretti a raggiungere il tratto di spiaggia dal lato del Comune di Marsala, in contrada Birgi Sottano. Essendo poi quest’ultima strada percorribile senza via di sfogo e molto frequentata nel periodo estivo, a causa delle numerose auto presenti, si rischia di impedire l’accesso immediato di mezzi di pronto soccorso.

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