Via libera al pagamento quota co-marketing, Fazio: “Sventata trappola amministrativa del sindaco Damiano”

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Ha una doppia chiave di lettura l’approvazione della delibera del consiglio comunale che dà il via libera al pagamento della quota di co-marketing a sostegno dei flussi turistici nell’aeroporto di Birgi, e posta a carico del comune di Trapani in forza dell’accordo tra i comuni della provincia siglato nel 2014. «La prima, la più semplice ed immediatamente apprezzabile da tutti – spiega il capogruppo di Uniti per il Futuro, Girolamo Fazio –, è che il Consiglio Comunale di Trapani ha espresso con chiarezza, semmai ve ne fosse mai stato bisogno, l’interesse a mantenere un impegno, assunto moralmente dinanzi al Prefetto due anni fa e ratificato giuridicamente in forza dell’accordo (ex art. 16 l.r. 10/91) tra tutti i comuni della provincia, a sostegno dell’aeroporto di Birgi».[su_spacer]

«La seconda chiave di lettura è di natura politica ed amministrativa – continua Fazio –. Il Consiglio Comunale ha disinnescato una trappola preparata ad arte dal sindaco Vito Damiano, poiché la proposta di delibera recava solo la sua firma e quella del dirigente di ragioneria. Una trappola che era nel testo originario della proposta di delibera e che è stata disinnescata da un emendamento soppressivo (di ben tre punti dell’atto: il 3, il 4 ed il 5) presentato da Uniti per il Futuro e accolto dall’intero Consiglio. Il testo proposto dal Sindaco Damiano, infatti, poneva in capo alla Camera di Commercio l’onere di una serie di attestazioni relative all’accordo di co-marketing, quasi elevate al rango di certificazioni di garanzia. Attestazioni in assenza delle quali il Comune di Trapani si garantiva una facoltà di recesso dall’accordo con gli altri comuni, sollevandosi quindi dall’obbligo del pagamento della propria quota. Inaccettabile e fuorviante perché avrebbe reso il Consiglio Comunale responsabile di qualcosa che invece era nella piena responsabilità dell’amministrazione».[su_spacer]

«Che il testo fosse illogico, fuorviante e contraddittorio – racconta Fazio –, lo si poteva evincere anche da una nota a margine nell’atto nella quale il dirigente di ragioneria scrive testualmente che “…non si condivide la proposta di deliberazione…”. Una circostanza inconsueta ed irrituale, un vero e proprio campanello d’allarme. Per altro ho potuto accertare, in tempo reale, con lo stesso presidente della Camera di Commercio, Pino Pace, che ho chiamato al telefono durante i lavori del Consiglio comunale, che per nessuna ragione l’Ente camerale intendeva porsi come certificatore o attestatore di alcuna garanzia. Del resto l’art. 16 della legge regionale 10/91 non pone alcuna specifica funzione all’ente posto a coordinatore dei comuni sottoscrittori dell’accordo, tutti pariteticamente responsabili e obbligati».[su_spacer]

«In pratica – aggiunge ancora Fazio – ho letto nel testo della delibera, così come presentata dal sindaco, il tentativo di scaricare sul Consiglio Comunale e sulla Camera di Commercio una potenziale responsabilità. Una comoda soluzione per non pagare la quota di co-marketing e per avere uno o due capri espiatori cui attribuire le colpe».[su_spacer]

«L’emendamento di Uniti per il Futuro – dice il capogruppo Fazio – ha cassato il testo originario restituendo al Consiglio dignità istituzionale e coerenza di indirizzo rispetto all’accordo siglato davanti al Prefetto e con gli altri comuni».

«Tutta questa vicenda – conclude Fazio – merita alcuni commenti: il primo è relativo all’atteggiamento assolutamente irresponsabile del sindaco Damiano che riprendendo i temi della cervellotica lettera inviata all’inizio dell’estate al presidente della Camera di Commercio, nella quale metteva in discussione l’accordo di co-marketing, ha pervicacemente cercato di battere la strada di una strategia di uscita dall’obbligo di onorare la quota spettante al Comune. Il secondo commento è relativo al dibattito d’aula. A fronte di colleghi che hanno immediatamente colto la trappola approntata dal sindaco, votando l’emendamento di Uniti per il Futuro, ce ne sono stati altri, come il consigliere Passalacqua, che hanno sposato e sostenuto l’irresponsabile posizione del sindaco. Delle due l’una: o Passalacqua è in malafede e per ragioni a me incomprensibili a deciso di sostenere questo sindaco, oppure non ha la minima idea degli atti che vengono presentati in consiglio. Ultimo, ma non ultimo per importanza. Mi chiedo come possano i consiglieri non riconsiderare la mozione di sfiducia e superare questo maldestro tentativo di inganno che li voleva intrappolare nella responsabilità derivante da un potenziale mancato pagamento della quota di co-marketing (con relative conseguenze e possibile abbandono di Ryanair)? Mi chiedo come possano tollerare l’atteggiamento di un sindaco il cui unico obiettivo appare essere quello di sfasciare tutto e di pregiudicare negativamente il futuro amministrativo di Trapani?».

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