Sfiducia a Damiano? Adesso si può.

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Di mandare a casa il sindaco Damiano si parla da sempre. In questi anni nessun esponente politico di Trapani, per un motivo o per un altro, si è mai astenuto dal muovere una polemica nei confronti del primo cittadino, a volte a ragione e tante altre in maniera strumentale e demagocica. Lo slogan, a destra ed a sinistra è sempre risuonato lo stesso: <Damiano vattene>. Nessuno dei consiglieri di Trapani però è mai riuscito ad esprimere nero su bianco quello che veniva strombazzato ai quattro venti. Almeno fino ad oggi. Questa mattina infatti sono state presentate  le dodici firme necessarie per fare approdare in Consiglio comunale la mozione (tredici per l’esattezza). La storia della presentazione di questa mozione è strana e variegata e sa di politichese con alcuni alacri consiglieri che si fronteggiano su chi debba prendersi i meriti di questo traguardo raggiunto. Come se una vacatio operativa sia l’unica cosa che serva oggi a questa città. Si tratta del testo a suo tempo predisposto da Mimmo Fazio e rilanciato nelle scorse ore dal consigliere Francesco Salone, con in calce in tutto otto firme, a cui si sono aggiunte 4 firme dei consiglieri di Forza Italia utili e necessarie al raggiungimento del quorum. Cosa succederà adesso è difficile a dirsi. Tutto è in divenire.  Nelle prossime settimane a Palazzo Cavarretta si aprirà obbligatoriamente un dibattito in aula per decidere se mandare a casa o meno il sindaco Damiano. Per l’approvazione della mozione è richiesta la maggioranza dei due terzi dell’assemblea (20 voti). Votazione pubblica che servirà se non altro a capire chi siano i reali sostenitori di questa amministrazione e chi i detrattori. Se passasse la sfiducia si andrebbe alle urne nella prima finestra elettorale utile.

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  • Giancarlo Riolo

    ma che per caso la prima finestra elettorale utile coinciderebbe con la scadenza naturale del mandato? 😀