Fazio commenta il documento del Coordinamento del PD trapanese sulla mozione di sfiducia a Damiano

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“Il PD ha sfoderato il linguaggio “politichese” per non far capire la sua posizione rispetto al voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Damiano. Il comunicato del PD trapanese  (QUI) conferma, laddove ve ne fosse bisogno, quanto i partiti e la politica  siano distanti dai bisogni, dalle esigenze e dalla volontà dei cittadini”. E’ il commento di Girolamo Fazio, capogruppo di Uniti per il Futuro e tra i tredici consiglieri comunali firmatari della mozione di sfiducia al Sindaco di Trapani, Vito Damiano.[su_spacer]

“Credo che siano finiti i tempi dell’esercizio retorico con le parole e che solo i fatti e le azioni concrete, cioè votare la mozione presentata per mandare a casa Damiano, possano restituire ai trapanesi l’occasione democratica di decidere del loro futuro – afferma Fazio –. Invece il PD preferisce giocare con la pelle dei cittadini trapanesi. Trovo la posizione espressa fumosamente dal PD contraddittoria. Che fine ha fatto la mozione di sfiducia del PD e soprattutto la volontà che sottendeva di mandare Damiano a casa? Se davvero il PD trapanese avesse voluto raggiungere l’obiettivo primario di mettere fine a questa esperienza amministrativa avrebbe incorporato quella sua mozione al documento presentato e siglato da tredici consiglieri comunali di diversi partiti e movimenti”.[su_spacer]

“È stato detto e scritto – ricorda il capogruppo di Uniti per il Futuro – che la mozione firmata da 13 consiglieri non appartiene a nessuno, e ricordo che nella premessa è detto esplicitamente ed a chiare lettere che non è una mozione politica ma una sfiducia di tipo prettamente amministrativo. Si tratta di un lungo elenco di rilievi, che rischia di allungarsi sempre di più, una inefficienza sistematica che è stata evidenziata come il tratto distintivo della amministrazione Damiano”.[su_spacer]

“l comunicato e documento politico del PD – sostiene – è solo un fumoso cumulo di chiacchiere che dimostra come nei fatti non si vuol raggiungere l’unico obiettivo concreto che il voto sulla mozione di sfiducia consegnerebbe: mandare a casa il sindaco Damiano. Non possiamo non prendere atto come il documento del PD trapanese si discosti anche delle posizioni annunciate in aula da suoi autorevoli esponenti e di come abbia invece scelto di stare in mezzo al guado come suggerito dall’onorevole Paolo Ruggirello”.[su_spacer]

“Ancora una volta – conclude Fazio – il linguaggio poco comprensibile, viene utilizzato quando non si vuole fare chiarezza. In ogni caso il 22 ottobre sapremo con chiarezza chi sta con Damiano, chi sarà contro Damiano e voterà la mozione di sfiducia, e chi farà solo finta di stare contro Damiano alimentando con le chiacchiere una finzione che non si concretizzerà con il voto di sfiducia. Ciascuno si assume le proprie responsabilità e mi auguro che i trapanesi, presto tardi, sappiano trarre le dovute conclusioni. Riteniamo che una maggiore serietà vista la posta in gioco sia auspicabile”.

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