Allerta meteo? Non a Erice, Tranchida: “Spropositato allarmismo”

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“Nessuna particolare criticità in conseguenza delle preannunciate avversità meteo sul territorio di Erice. Funzionano regolarmente le scuole e i servizi di trasporto scolastico. Drasticamente si registra invece un calo nell’odierna frequenza degli alunni, causa – effetto dello “spauracchio” conseguente alla disposta chiusura scolastica della vicina Trapani oltre che per legittima, seppur eccessiva, preoccupazione delle famiglie. Viabilità nella norma, salvo qualche tombino sollevatosi in alcune zone servite da promiscua condotta scolo acque bianche, oltre alla presenza di fanghiglia in alcune zone rurali e/o montane (SP Napola e in via Minietta, in loc Martogna alta e Crocci-Risariello, oltre che sulle comunali di Ballata, in conseguenza delle erronee conduzioni lavorative dei terreni – in spregio alle Ordinanze Sindacali che ne disciplinano le modalità). In loco mezzi e uomini del Comune, oltre che di ditte prontamente incaricate, operano anche in via sostituiva, sia dell’Anas che del Genio Civile per mettere in sicurezza il ponte di Via Emanuela / canale di Lenzi”. E’ quanto riporta il sindaco di Erice Giacomo Tranchida in una nota stampa appena pervenuta.[su_spacer]

“Nota di “colore”… ovviamente sospese per avversità meteo/copertura luce solare – immagini, le riprese del film “in guerra per amore”, in scena ad Erice CS per la regia di PIF. L’allerta meteo – continua Tranchida- è stata monitorata dal Resp.le comunale geom. Tilotta Giuseppe, con l’impiego di personale comunale e di diversi volontari delle Ass.ni di Protezione Civile convenzionate oltre che dei Vigili urbani allertati h 24, in costante contatto/allerta telefonica con il Sindaco”.[su_spacer]

“Abbiamo governato oltre le avversità meteo, anche lo spropositato allarmismo causato da provvedimenti particolarmente gravi adottati precauzionalmente in città vicine – dichiara il Sindaco-, ingenerate sovente da allerting del sistema di Protezione Civile eccessivamente catastrofici. Non si tratta di sottovalutare la necessitosa attivitá di prevenzione a salvaguardia della pubblica incolumità, di certo però non si può e continuamente rischiare di bloccare città, la vita delle famiglie e dei servizi pubblici fondamentali, nonché sistemi economici già precari, ad ogni acquazzone di dubbia entità. Mi auguro – conclude Tranchida – che il Prefetto abbia a farsi portavoce di tale condizione di sudditanza emergenziale generalizzata dall’alto, magari da qualche solerte burocrate che a diverso livello si mette il “ferro dietro la porta”. In tal caso, dietro quella porta e sovente in maniera allarmistica, rimane “chiusa” una città intera e la sua stessa vita quotidiana”.

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