Imprese italiane, si esce dalla crisi con l’export

158

Le imprese italiane sono, per la maggior parte, e soprattutto quelle piccole e medie, schiacciate dal peso della crisi. La ripresa sarà lunga e faticosa, ma va detto che una parte dell’accaduto è imputabile al modus pensandi dei CEO. Per quale motivo? Semplicemente perché le PMI in Italia hanno fino a ora guardato all’export in modo troppo diffidente. Il problema, infatti, è stato che il mercato sul quale si sono maggiormente concentrate era proprio quello italiano, ecco perché, collassando il sistema economico (o quasi), anche le imprese di conseguenza ne hanno subito il pesante contraccolpo. Complice anche la pesante tassazione, naturalmente.[su_spacer]

 

E a tale proposito va aperto un capitolo a parte poiché se le tasse son così alte lo si deve anche alle manovre “furbette” di molti. Col rientro capitali dall’estero le cose dovrebbero leggermente migliorare e si potrà auspicare in qualche sgravi (dettagli su http://societaoffshore.org/rientro-capitali-estero). Ma intanto quello che interessa è come sollevarsi dalla china e riprendere gli affari, almeno quasi a regime. Uno spunto per trovare una soluzione a questo momento di impasse lo da proprio l’Expò. Infatti, per far ripartire le PMI occorre guardare all’estero, spostare e ampliare i mercati. Ora non si può più procrastinare ed è il momento di lanciarsi in un’economia globale invece che restare rintanati all’interno dei propri confini.[su_spacer]

 

Le vie sono due, in questo senso: avere accesso al credito e rilanciare gli investimenti. Purtroppo, a oggi, le uniche aziende scalabili sono solo quelle Lombarde in uno scenario dove il sud Italia, praticamente, non esiste sotto questo aspetto, basti pensare alle sole aziende di Trapani dove il comparto dell’artigianato lo scorso anno ha praticamente collassato. La disomogeneità di quelli che sono i processi di internazionalizzazione delle nostre imprese è proprio lo scoglio più grosso da superare. Intanto però occorrono nuove figure professionali per internazionalizzare quel poco che c’è. Tra queste senza dubbio quella dello Smart Export Assistant e del Temporary Export Manager.[su_spacer]

 

Si tratta di due figure professionali specializzate ancora troppo poco presenti sul nostro territorio. Un’occasione ghiotta anche per i giovani laureati che potranno avere la possibilità di trovare un’occupazione molto interessante. Le aziende, dal canto loro, potranno fruire dei fondi necessari partecipando a un bando emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico. Grazie a queste figure che operano in team si potranno aumentare sensibilmente i ricavi sfruttando i mercati esteri  .[su_spacer]

 

SHARE