Il Comune di Paceco parte civile nei processi a carico dei vertici di Aimeri e Sicilfert

94

È stata ammessa la costituzione di parte civile del Comune di Paceco, in due distinti processi avviati al Palazzo di giustizia di Marsala, nei confronti dei vertici di Aimeri Ambiente e Sicilfert.[su_spacer]

Nel primo processo, dinanzi al Collegio del Tribunale di Marsala (presidente Gulotta), sono imputati per corruzione Salvatore Alestra (all’epoca direttore generale dell’ATO TP1) e Orazio Colimberti (direttore Area Sud di Aimeri Ambiente Srl). Colimberti deve rispondere anche di reati ambientali, con altri quattro imputati, referenti della Sicilfert Srl che gestisce un impianto di compostaggio: Salvatore Reina, Michele Foderà, Caterina Foderà e Pietro Foderà. Nell’udienza di ieri, sono state escluse alcune associazioni che avevano chiesto di costituirsi parte civile, mentre è stata ammessa la costituzione del Comune di Paceco, che, pertanto, parteciperà attivamente al processo con i Comuni di Erice e Marsala, l’Assessorato regionale e il Ministero dell’Ambiente. Dopo una richiesta di produzione di alcuni documenti da parte dell’accusa, tra i quali alcune intercettazioni del senatore Papania, i difensori hanno chiesto un termine per prendere visione degli atti. Il processo riprenderà il prossimo 20 novembre.[su_spacer]

Sempre ieri, presso la sezione penale del Tribunale monocratico di Marsala (giudice Giacalone), si è tenuta la prima udienza del processo a carico del solo Pietro Foderà, responsabile della Sicilfert Srl. I reati contestati sono truffa e falso materiale e ideologico. In questo caso, si sono costituti parti civili il Comune di Paceco e altri Comuni serviti da Aimeri Ambiente Srl.[su_spacer]

“Il procedimento scaturisce dalle indagini per reati ambientali contro Sicilfert oggetto del processo pendente presso il Collegio di Marsala, ma in questo – chiarisce l’avvocato Vincenzo Maltese che assiste il Comune di Paceco – i reati contestati al Foderà, riguardano la truffa e il falso materiale e ideologico, sostanzialmente per fatti riconducibili al periodo che va dal gennaio al maggio 2014, riguardanti l’alterata e/o la falsa misurazione dei rifiuti consegnati dai Comuni presso l’impianto gestito dalla società Sicilfert Srl, che avrebbero causato un danno diretto agli stessi Enti locali”. Preliminarmente, è stata chiesta la citazione del responsabile civile della Sicilfert Srl, ed il processo è stato rinviato al prossimo 18 novembre.

SHARE