Garanzie per i giovani tirocinanti, ci pensa la CGIL

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Trovare lavoro oggi come oggi per un giovane è diventato poco più che un vagheggiare con la fantasia. Da quando la crisi ha colpito il nostro Paese, infatti, sono soprattutto i ragazzi a dover fare i conti con la chimera di un posto di lavoro, fisso poi non ne parliamo. Una volta una delle massime ambizioni era quella di trovare un posto nel pubblico impiego, cosa che, del resto, non solo dava prestigio a chi lo aveva e alla sua famiglia d’origine, ma che dava anche la possibilità di chiedere dei prestiti inpdap magari proprio per mettere su casa o farsi una nuova famiglia. Oggi le cose sono decisamente cambiate e anche chi ha un lavoro nel pubblico impiego percepisce degli stipendi che, se non possono essere definiti bassi, possono essere senza dubbio definiti molto al di sotto delle aspettative. Eppure è già qualcosa.[su_spacer]

I casi più frequenti, invece, sono quelli di ragazzi che si avventurano in stage sottopagati, ammesso che vengano pagati. Il caso che questi giorni sta suscitando diverse polemiche in Sicilia è quello del progetto Garanzia Giovani, che di garantito non ha molto, per lo meno non lo stipendio. Sono tantissimi i giovani, tra i più di 9.400 iscritti, che stano lasciando una testimonianza del loro malcontento su una pagina Facebook appositamente dedicata alla situazione. Quale l’origine delle proteste? Ebbene, il progetto sembra non funzionare proprio come dovrebbe dato che sono in tantissimi quelli che ancora non hanno ricevuto la paga spettante o che l’hanno ricevuta solo parzialmente.[su_spacer]

Non solo, fatto ancora più grave, alcuni denunciano una richiesta di denaro da parte delle aziende quale contributo assicurativo, degli altri che le situazioni lavorative sono pressoché di sfruttamento. Insomma, più che una garanzia per giovani questa sembra essere un qualcosa, per lo meno, di torbido. Lo è al punto che la stessa CGIL è intervenuta per fare un po’ di chiarezza e mettere i cosiddetti puntini sulle “i”. Come? Tanto per cominciare pochi giorni fa è stata pubblicata una vera e propria guida che dovrebbe aiutare i tirocinanti per lo meno a fare chiarezza. Per esempio viene chiaramente scritto che l’INPS deve erogare i pagamenti ogni 60 giorni circa, cosa che, di fatto, non in tutti i casi avviene.

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