La cassazione condanna a 5 anni Rallo, uccise volontariamente il giovane Di Vita

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La Cassazione ha reso definitiva la pena inflitta al trapanese Riccardo Rallo in secondo grado, rigettando i motivi di ricorso presentati dai difensori dell’imputato, riconoscendo la dolosità del suo comportamento che causò la morte del giovane Di Vita, emettendo una sentenza di condanna di 5 anni e 4 mesi per omicidio nei confronti del Rallo.[su_spacer]

L’incidente accadde la sera del 2 aprile 2011 all’altezza della caserma Giannettino.[su_spacer]

Riccardo Rallo
Riccardo Rallo

Attraverso una  manovra sconsiderata, quella sera il Rallo strinse deliberatamente la traiettoria di marcia di Marco Di Vita, 16 anne che in sella alla sua moto stava marciando in direzione centro storico e che a causa della manovra andò ad impattarsi contro il muro della caserma. Trasportato in ospedale per lesioni gravissime, Di Vita morì dopo poche ore.

L’imputato si disinteressò delle condizioni della vittima immediatamente dopo l’incidente, arrestando il proprio veicolo lontano dal luogo d’impatto, e successivamente inventò insieme ai suoi amici una falsa versione dei fatti, che attribuivano la colpa all’alta velocità con cui procedeva Marco di Vita a bordo della sua moto.

Tesi che fu smentita pochi giorni dopo dalle riprese effettuate dalle telecamere installate dai Vigili urbani su corso Piersanti Mattarella. Il video mostrò infatti la dolosità nella manovra  fatta dal Rallo.[su_spacer]

In primo grado Rallo era stato condannato per omicidio colposo, in secondo, invece, la sentenza venne completamente ribaltata e ieri, lunedì 23 novembre, a poco più due anni, la famiglia Di vita ha avuto giustizia.

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