I numeri di Biella, prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

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Durante l’estate l’Angelico ha perso diversi pezzi pregiati del proprio roster, ma la società piemontese non si è scomposta più di tanto e non ha esitato a dare nuove responsabilità a tanti giovani che scalpitavano. La saggia gestione del mix tra gioventù ed esperienza è un marchio di fabbrica di Biella, che, storicamente, pratica un basket aggressivo e veloce, tirando spesso in transizione dopo appena pochi secondi dall’inizio dell’azione. Coach Michele Carrea è un esperto di settore giovanile e nel 2014 ha condotto la formazione Under 19 di Casalpusterlengo al prestigioso titolo di campione d’Italia. Ecco i singoli giocatori. In cabina di regia, dopo aver vinto la scommessa Laquintana, l’Angelico ha affidato nuovamente le chiavi della squadra ad un atleta emergente, in cerca di un trampolino di lancio. Si tratta di Alessandro Grande (1994), scuola Stella Azzurra Roma, che ha già vissuto una stagione importante in A2 Gold l’anno scorso, tra Veroli e Mantova. Il talento non gli manca di certo e adesso ha l’occasione per metterlo in mostra. Finora ha realizzato 5.8 p.ti, dimostrando una buona mano da fuori (35%), ma gli si chiede di più nella gestione dei possessi. La guardia è l’americano Jazzmarr Ferguson (1988), cecchino dal ventello facile che può oltretutto dare una mano anche in cabina di regia. Già ammirato nelle esperienze di Forlì e Cremona per la sua rapidità e l’abilità al tiro, si fa apprezzare, inoltre, per la buona propensione al passaggio. Finora si mette in luce con 20.9 p.ti, 3.2 falli subiti, 3.1 rimbalzi e 3.1 assist per gara. Tira tantissimo (18 tentativi ad incontro), ma le percentuali lo premiano (40% da tre). L’ala piccola è il confermato Niccolò De Vico (1994), a cui per la prima volta viene concesso uno spazio importante. Sta ripagando la fiducia riposta in lui con 9.8 p.ti, 3.4 falli subiti e 2.9 rimbalzi a partita. Tira bene da due (51%) e non altrettanto, invece, da tre (18%), dove a volte esagera un po’. L’ala forte è Mike Hall (1984), americano con passaporto irlandese che ha alle spalle anche le prestigiose stagioni vissute con l’Olimpia Milano. Tiro, solidità a rimbalzo e leadership sono garantiti, ma ogni tanto “esce” dalla partita. I suoi numeri sono di tutto rispetto: 14.8 p.ti, conditi da ben 13 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Le percentuali sono senz’altro migliorabili, sia da due (45%) che da tre (24%), anche se risentono inevitabilmente delle forzature che ama prendersi. Passa la palla come pochi pari ruolo, distribuendo 3 assist di media. Il centro della squadra è l’esperto Luca Infante (1982), che mette in campo grinta e determinazione nei pressi del pitturato. Finora viaggia con 6.2 p.ti (61% da due), catturando anche 4.9 rimbalzi per gara. Non di rado ci prova da tre, ma al momento non è precisissimo (21%). La sua verve da lottatore è comunque di capitale importanza per la battaglia sotto le plance e per gli equilibri del gruppo.[su_spacer]

Un altro atleta di spessore è il “quattro” tattico Simone Pierich (1981), che però non sarà dell’incontro per via della recente lussazione alla spalla sinistra. Stava registrando dei discreti numeri: 9.9 p.ti e 2.8 rimbalzi, con il 39% da due ed il 38% da tre, specialità che usa più del tiro da sotto. A Biella mancheranno il suo temperamento ed il micidiale tiro da fuori. Un buon contributo arriva, poi, dall’esperto pivot Diego Banti(1983), ex Latina che ha nel suo curriculum ben tre promozioni in quella che un tempo si chiamava Legadue. È un lungo solido, che si danna l’anima in difesa, dove mette al servizio della causa la propria dinamicità. Garantisce finora 4.2 p.ti (55% da due) e 2.2 rimbalzi a partita. L’ala Andrea La Torre (1997) è un interessante prospetto del basket nostrano, che, ancora giovanissimo, ha già strappato un contratto pluriennale con Milano, che lo ha poi girato in prestito a Biella. Finora ha dato una mano con 2.4 p.ti in quasi 15’ di utilizzo medio. Stesso discorso per il playmaker del 1985 Marco Venuto, che rimane sul parquet 18’ ad incontro, contribuendo con 2.4 p.ti di media. Troviamo infine il pivot del 1997 Luca Rattalino, che si è limitato finora ad alzare il livello d’intensità negli allenamenti quotidiani.

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