I numeri di Agropoli, prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

183

La matricola campana punta ufficialmente ad una tranquilla salvezza, ma il convincente avvio di stagione le ha conferito fiducia a sufficienza per mirare stabilmente ai piani alti della classifica. [su_spacer]

Coach Antonio Paternoster, tuttavia, da esperto lupo dei parquet continua a predicare ai suoi di rimanere con i piedi per terra. Il quintetto è davvero talentuoso e chi parte dalla panchina riesce a calarsi benissimo nel proprio ruolo, anche se l’ulteriore salto di qualità che Agropoli potrebbe compiere nelle rotazioni la candiderebbe a qualcosa di più di una pur brillante sorpresa. La BCC punta su un gioco piacevole, che lascia spazio al talento dei propri atleti: prova ne sia il secondo miglior attacco del girone Ovest (alle spalle proprio di Trapani) e, di converso, la peggior difesa del torneo. Insomma, domenica i presupposti per divertirsi e godersi del buon basket non mancano di certo. Le redini della squadra sono affidate al playmaker Riccardo Santolamazza (1983), che viene da una buona stagione di A2 Silver con Latina e si dimostra sempre abilissimo in uno contro uno (non a caso lo si vede spesso in lunetta), oltre che un vero specialista nel trovare i compagni liberi per un buon tiro. Considerevole, inoltre, il suo contributo a rimbalzo, mentre risulta di solito alterno nel tiro dalla distanza, che però attualmente insacca con percentuali non proprio da buttare (32%). Che numeri finora: 9.2 p.ti, 4.4 falli subiti, 4.6 rimbalzi e 4.1 assist per partita! La guardia è Terrence Roderick (1988), atleta che ha già all’attivo diverse esperienze in Italia (Rimini, Cremona e Forlì) e arriva da due stagioni positive nel campionato israeliano. La sua esperienza, l’atletismo ed il talento offensivo risultano ossigeno puro per le sorti del team biancoazzurro. Sta tirando male da tre (23%), mentre dalla media la sta mettendo con regolarità disarmante (61% nei tiri da due). Ecco il resto delle sue cifre: 17.8 p.ti, 5.2 falli subiti, 6.4 rimbalzi e ben 4.9 assist a gara, che dimostrano, oltretutto, anche la sua ottima visione di gioco. Unico neo, le troppe palle perse (4.4 ad incontro). Nel ruolo di “tre” troviamo il tiratore brasiliano, con cittadinanza italiana, Jonathan Tavernari (1987), che nel 2009 ha vinto con la nazionale verdeoro i campionati americani di Porto Rico e, più di recente, si è messo in luce nelle fila del Derthona nel torneo di A2 Silver. Si limita quasi esclusivamente a colpire dalla distanza (quasi nove tentativi a partita), ma il suo estro fa spesso e volentieri la differenza. Sta viaggiando con numeri di tutto rispetto: 12.2 p.ti (56% da due, 27% da tre), oltre a 4.2 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Detto della specialità della casa, va aggiunto che non ama troppo buttarsi dentro, come testimoniano i pochi falli subiti e gli sporadici viaggi in lunetta. Pericolo pubblico numero uno quando è “in striscia”! Da “quattro” Paternoster giostra l’ex Fortitudo Bologna e Rieti Stefano Spizzichini (1990), che in serie B ha sempre assicurato bottini in doppia cifra e tirato giù tanti rimbalzi. Imprime tutta la sua energia nei pressi dell’area colorata e, inoltre, esce spesso dal pitturato per colpire dalla distanza (34% da tre). Sta faticando un po’ da sotto (47%), anche se il suo contributo non lo fa mai mancare, con 8.2 p.ti e 4.3 rimbalzi di media. Utile inoltre per la sua versatilità e per la capacità di “accoppiarsi” con avversari di diversi ruoli. Il pivot è il canadese Marc Trasolini(1990), con alle spalle una buonissima stagione da rookie a Pesaro (oltre 10 p.ti di media) e l’esperienza dello scorso anno ad Avellino (4.5 p.ti), sempre al piano di sopra. Si fa parecchio sentire in tutte le voci dello scout, candidandosi per il ruolo di MVP del girone Ovest di A2. I movimenti spalle e fronte a canestro sono da manuale e non disdegna anche qualche conclusione da fuori (54%). Viaggia finora a una media di 22.8 p.ti, 4.1 falli subiti, 8.8 rimbalzi e 1.4 stoppate, che la dicono lunga anche sulle sue doti da intimidatore d’area. Tira con il 65% da due: dato ancor più rilevante se si considera che gestisce ben 13 conclusioni a incontro. Dalla lunetta conclude con appena il 69%, ma è umano anche lui! [su_spacer]

Il playmaker Riccardo Bolpin (1997) rappresenta una buona alternativa quando Santolamazza rifiata in panchina e si sta dimostrando una sicurezza per i piani tattici di coach Paternoster (2.9 p.ti in quasi 12’ di utilizzo medio). Altro “piccolo” di spessore è la guardia Federico Di Prampero (1995), che finora garantisce 4.3 punti per gara, in oltre 14’ di presenza sul parquet. Colpisce da tre con un buon 35%, dimostrandosi non proprio timido, con oltre tre conclusioni da oltre l’arco dei 6.75 ad allacciata di scarpe. Dalle rotazioni arriva una buona mano anche dall’ex Veroli Giovanni Carenza (1988), che finora ha ripagato la fiducia riposta in lui scrivendo a referto 5.9 p.ti e 2.4 rimbalzi a partita. Buone le percentuali da due (65%), mentre sono migliorabili quelle da fuori (29%): quest’ultima è una specialità che usa più del tiro da sotto e che denota la sua natura di ala piccola, nonostante per esigenze tattiche giochi spesso da “quattro” tattico. Finora poco spazio, invece, per il playmaker Enrico Merella (1996) e per i lunghi Davide Bovo (1997) e Ludovico De Paoli (1992).

SHARE