I numeri di Agrigento, prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

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Per la Moncada non era facile ripetersi dopo una stagione straordinaria, che l’ha portata ad un passo dal paradiso, ma coach Franco Ciani è una garanzia e la scelta estiva di confermare il gruppo di italiani sta dando ottimi dividendi. Anche la nuova coppia USA si è inserita alla perfezione in un sistema che funziona come un orologio. Agrigento è una squadra con un impianto solido, che alterna gioco controllato e mirati lampi in transizione. La meticolosa applicazione difensiva è poi il marchio di fabbrica, che garantisce la necessaria sicurezza quando la fluidità offensiva non è delle migliori. Passiamo ora al roster. Il playmaker è Alessandro Piazza (1987), regista tascabile che fa della difesa e dei ritmi alti le sue peculiarità. È rimasto a lungo fuori per un infortunio al quinto metacarpo della mano destra, ma da qualche gara è tornato a dirigere magistralmente l’orchestra di coach Ciani, rifornendo di assist i compagni e rendendosi pericoloso in uno contro uno. Nelle quattro gare disputate ha messo a referto 7.5 p.ti e 4 falli subiti di media. Interessanti poi i 3.3 rimbalzi catturati ad incontro (misura 175 cm!), mentre è addirittura stratosferico alla voce assist (7 a partita). Migliorabile, invece, il tiro (38% da due, 36% da tre e 67% ai liberi). La guardia è Kelvin Martin (1989), che, dopo una buona esperienza in Germania, si sta rivelando un raro caso di atleta U.S.A. pronto a sacrificarsi in difesa per la squadra, pur non facendo contemporaneamente mancare buoni bottini sull’altro lato del campo. La sua attitudine ad andare forte a rimbalzo è, inoltre, un’ulteriore arma in più a disposizione dei biancoazzurri. Ecco i suoi numeri fino a questo momento: 16.8 p.ti, 6 rimbalzi, 3.8 falli subiti e 2.6 recuperi ad incontro. Interessanti anche le percentuali dal campo (54% da due e 42% da tre). Dalla lunetta, però, sono dolori (58%). L’ala piccola è il grande ex Marco Evangelisti (1984), che a Trapani ha lasciato ricordi indelebili. Protagonista anche delle fortune di Agrigento, la sua arma preferita rimane il micidiale tiro dalla distanza. Sta contribuendo alla causa con 13.5 p.ti, 4 falli subiti e 2.4 assist ad allacciata di scarpe. Conclude da tre con un ottimo 38%, mentre non è certo consigliabile spendere fallo su di lui nei momenti caldi, poiché dalla lunetta è pressoché infallibile (96%). L’ala forte è Albano Chiarastella (1985), che riveste alla perfezione il ruolo di “quattro” atipico, prediligendo il gioco fronte a canestro. Così facendo, porta i più lenti avversari lontano dall’area colorata, in terre a loro meno congeniali. Non è certo un intimidatore d’area, ma sa far valere con astuzia le sue doti tecniche da esterno puro. Le sue cifre attuali: 8.2 p.ti per gara, conditi da 5.5 rimbalzi. Buone le percentuali, sia da due (47%), sia dalla distanza (41%). Da segnalare anche i 2.7 assist che distribuisce di media, che testimoniano il suo ruolo di regista occulto del team agrigentino. Sotto canestro troviamo Scott Eatherton (1991), il quale, nonostante arrivi in Europa direttamente dal college, non ha patito alcun problema di ambientamento e si è fatto trovare pronto fin da inizio stagione. Mette a referto 10.6 p.ti (59% da due), oltre a 7.4 rimbalzi per partita. La mano educata lo spinge a tentare ogni tanto anche il tiro da fuori (44% da tre), mentre le sue doti atletiche portano spesso gli avversari a cambiare le parabole di tiro, per sfuggire a poderose stoppate (2.3 ad incontro).[su_spacer]

Titolare aggiunto della Moncada è il play-guardia Andrea Saccaggi (1989), che sta letteralmente raddoppiando i numeri della passata stagione. Il tiro da fuori rimane il suo marchio di fabbrica, ma sta trovando fiducia anche nella gestione della palla, nonché nel prendersi qualche iniziativa in più in uno contro uno. Finora incide non poco con 17.2 p.ti, 4.9 falli subiti, 2.7 assist, il 50% da due ed un notevole 43% da tre (quest’ultimo è un dato ancor più rilevante se consideriamo i quasi otto tentativi di media). Unico neo, le 3.5 palle perse per gara. Una buon supporto arriva anche dal sempre più convincente lungo Quirino De Laurentiis (1992), bravissimo a migliorare sensibilmente le proprie medie dello scorso campionato: porta in dote 5.5 p.ti, 3.5 rimbalzi, un ottimo 69% da due ed un discreto 36% da tre, che fotografano a dovere la sensibilità delle sue mani. Trova spazio anche Federico Vai, ala piccola del 1995, che va a referto con 1.9 p.ti nei 12’ di permanenza media sul parquet. Completano, infine, il roster il centro del 1995 Vittorio Visentin, l’ala piccola del 1996 Francesco Morciano ed il playmaker del 1998 Giuseppe Cuffaro, finora ai margini delle rotazioni di coach Ciani.

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