L’On Oddo attacca Tranchida: “Farebbe bene a stare zitto”

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“Leggo, rimanendo basito, un comunicato stampa del movimento “Erice che vogliamo” caratterizzato come ormai avviene da anni da una lunga serie di insulti e minacce sollevate nei miei riguardi”.  Inizia così la nota stampa dell’On. Nino Oddo, in replica al comunicato del Movimento Erice che Vogliamo, che pubblichiamo integralmente di seguito. [su_spacer]

“Nell’esprimere umana comprensione per lo stato di disagio psicologico nel quale si trova il mio caro amico Giacomino Tranchida, estensore come ovvio dello scritto, frutto del crescente nervosismo per un sistema di potere che ad Erice giorno dopo giorno si va sgretolando, non posso esimermi da qualche breve considerazione. [su_spacer]

Il “Giacomino da Fico ( “dal nome della ridente località valdericina che gli ha dato i natali”) non è abilitato a dare giudizi sulla scelta dei collaboratori di un Onorevole Deputato Questore dell’ARS. Non fosse altro perché lui al riguardo farebbe bene a stare zitto. Ad Erice è riuscito ad avvicendare i coniugi Mauro\Gigante in incarichi di consulenza, assessorati e segreterie politiche senza soluzioni di continuità dando vita ad una commistione fra interessi familiari e politici senza precedenti, senza parlare degli assessori nominati fra socialisti transfughi (Galluffo ,Brillante) tutti velocemente accantonati e poi messi da parte dopo essere stati usati e strumentalizzati o degli incarichi legali dati all’ Avv.Maltese Vincenzo all’indomani della candidatura nel PSI. Per non parlare delle promesse di sindacatura all’ex segretario socialista Piero Spina.[su_spacer]

Per i cosiddetti cambi di casacca Giacomino è notoriamente un maestro, alcuni dei consiglieri che lui cita sono nel tempo transitati provenendo dalla destra nel suo schieramento, ma quando affluiscono alla sua corte siamo di fronte ad “illuminazioni sulla via di Damasco“, quando invece le trasmigrazioni sono in direzione opposta “se ne deve interessare la magistratura”.[su_spacer]

Quando si scriverà la storia politica Ericina di questo decennio, qualcuno dovrà spiegare i retroscena di una mozione di sfiducia a Tranchida recante 14 firme (ne bastavano  tredici per mandarlo a casa ed il PSI non aveva neanche firmato) e che non fu incredibilmente votata. Da anni Tranchida ha utilizzato ben oltre limiti della decenza politica, tutti gli strumenti in suo possesso per contrastare la presenza organizzata dei socialisti in questo territorio, “congelando” e minacciando coloro, soprattutto all’interno del PD, che osavano manifestare dissenso rispetto a queste sue pratiche di potere.[su_spacer]

Un potere, per mantenere il quale, nel 2007 non ebbe remore a contrarre un accordo politico-elettorale con Luigi Manoguerra, come acclarato da varie testimonianze rese sotto giuramento presso il tribunale di Trapani. Questo clima intimidatorio nei miei riguardi ha prodotto purtroppo degli effetti nei mesi scorsi.[su_spacer]

La mia segreteria sita in via Argenteria, è stata di oggetto di atti vandalici che a questo punto è plausibile ritenere collegati e potenzialmente riconducibili alla campagna diffamatrice del Tranchida. Per questo nei prossimi giorni penso che mi rivolgerò alla Autorità Giudiziaria per valutare se non siano riscontrabili gli estremi dell’istigazione al reato. Ma i cittadini stiano sereni, il 2017 si avvicina e “Erice tornerà Libera“.

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