Salone: «L’accoglienza non può comprimere il rispetto della legalità»

Le intemperanze di un giovane extracomunitario, che quotidianamente staziona all’incrocio tra corso Piersanti Mattarella e via Convento San Francesco di Paola per chiedere insistentemente, e talvolta con modi bruschi, denaro agli automobilisti in transito, sono sfociate in una denuncia a piede libero, dettagliata e circostanziata, da parte degli agenti della polizia municipale chiamata ad intervenire dal consigliere Francesco Salone.[su_spacer]

«Non è la prima volta – racconta Salone – che, incolonnato al semaforo, assisto a richieste di denaro. Legittima quando avanzata nei dovuti modi, disturbante quando i modi travalicano anche l’insistenza per rasentare in taluni casi il fare minaccioso. Già la scorsa estate avevo chiesto il tempestivo intervento della polizia municipale e delle forze dell’ordine. Anche in questa circostanza l’ho ritenuto necessario».[su_spacer]

Il giovane alla vista degli agenti ha tentato la fuga per un lungo tratto della via Manzoni. «Per me – racconta Salone – è stato istintivo corrergli dietro, afferrarlo e bloccarlo a terra, anche grazie all’intervento di un autista di una ditta di trasporti. Sopraggiunti gli agenti e dopo essere stato fermato, ha prima rifiutato di identificarsi e di fornire un documento e poi, nuovamente ha cercato ripetutamente di divincolarsi, strattonando i vigili e minacciandomi».[su_spacer]

Il giovane è stato condotto presso il comando della polizia municipale e qui identificato per J.S. cittadino nigeriano di ventuno anni. È stato denunciato per aver rifiutato di fornire i documenti e per aver resistito agli agenti, e quindi rimesso in libertà. È scattata la denuncia anche da parte del Consigliere Salone che si è recato al Comando dei vigili per formalizzarla.[su_spacer]

«Già nel luglio scorso – racconta Salone – chiesi e ottenni l’intervento della polizia municipale per una circostanza analoga e per l’insistente richiesta di denaro, quasi un’aggressione, avanzata da questo soggetto ad una signora. Invito i cittadini a non subire passivamente richieste di denaro che non siano accompagnate da modi urbani. Ogni altra forma può certamente essere oggetto di attenzione da parte dell’Autorità Giudiziaria e delle forze di polizia, come mi ha confermato il comandante della Polizia Municipale, Gino De Lio, esprimendomi approvazione e gratitudine per aver aiutato il personale intervenuto e aver determinato un precedente che, almeno nei confronti di questo giovane nigeriano, consentirà agli agenti di operare con più efficacia in futuro».[su_spacer]

«Chiederò ancora una volta anche alle altre forze di polizia di intensificare i controlli e renderli, se necessari quotidiani – conclude Salone –. Quando la questua diventa presidio territoriale siamo già in una situazione border line, siamo già quasi al reato o alle porte di esso. È bene vigilare perché ciò non avvenga a tutela della sicurezza di tutti, perfino degli stessi questuanti che non si rendono conto, in tal modo, di mettere a rischio lo status giuridico nel quale si trovano e quindi la loro permanenza nel nostro Paese. Se stanno qui devono rispettare le nostre regole e le nostre leggi».

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