Evasione a sei zeri a Marsala. Denunciato noto imprenditore

Maxi evasione fiscale, truffa allo Stato e appropriazione indebita di denaro. Queste le accuse a carico dell’imprenditore marsalese  Michele Angelo Licata, esponente di punta nella Sicilia occidentale nel settore ristorativo-alberghiero. Dalle indagini condotte emerge che Licata abbia sopraseduto al pagamento delle tasse inerenti circa 9 milioni del nostro conio, di cui si era illecitamente appropriato a discapito delle società che negli ultimi anni si erano affidate alla sua amministrazione aziendale. Pertanto, la Guardia di Finanza di Marsala ha posto sotto sequestro «per equivalente»  beni mobili, immobili e una somma finanziaria pari a 4 milioni di euro intestati a Licata. Una nota della Procura di Marsala specifica che l’intervento dei finanzieri costituisce  «uno dei primi provvedimenti emessi in relazione alla tassazione dei proventi da reato, in linea con la legislazione che impone di sottoporre a tassazione ogni reddito, di qualunque natura, anche illecita, sì da garantire la reale e concreta contribuzione di ogni soggetto, proporzionalmente ai redditi posseduti, di qualunque natura essi siano». Si tratta della seconda requisizione per evasione fiscale a carico dell’imprenditore dopo quella che nel novembre 2015 ha condotto al pignoramento di beni (alberghi, ristoranti, etc.) per un valore di 127 milioni di euro.

 

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