Renzi a Trapani: ” Vi vedo in forma, ragazzi!”

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In un tipico sabato estivo di ottobre,  a Trapani, è atteso, al Cinema Ariston, il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Nel suo breve tour siciliano non poteva mancare, come ha fatto notare lo stesso, una tappa nella “bellissima” Provincia di Trapani, che-ha tenuto a sottolineare in una delle sue prime battute- non ha nulla da invidiare agli arcipelaghi delle isole spagnole. L’orario di arrivo è previsto per le 12 e 30, ma voci interne alla sala riferiscono che prima delle 13 non potrà essere fisicamente presente, data la partecipazione all’evento accademico per eccellenza- l’inaugurazione- dell’ateneo palermitano. “I posti a sedere sono terminati già da tempo, e anche quelli in piedi. Dovevate venire prima”- riferisce, dispiaciuto, uno dei numerosi membri dello Staff del Comitato per il sì, che si occupa di gestire le entrate e le uscite dalle porte del cine-teatro. “Ma come? Noi veniamo da Gibellina” risponde, desolata una signora. A questo si aggiungono gruppi più o meno folti di tutte le generazioni, provenienze geografiche e politiche, miste a curiosi, passanti e turisti. Non mancano, infatti, le proteste sia organizzate sia isolate e che da fuori si sposteranno, poi, anche all’interno della sala ma che interrompono non più di due volte l’appassionato discorso di Matteo Renzi.

I temi affrontati sono svariati. I primi venti minuti sono dedicati ai ricordi personali del presidente del Consiglio legati alla Provincia di Trapani:  Alcamo, Castellamare del Golfo, San Vito Lo Capo ed Erice. Le eccellenze, le peculiarità e le tipicità di ciascun territorio, dal punto di vista artistico, scientifico e –non dimentica di sottolineare con qualche battuta personale-  enogastronomico, vengono ricordate ed esaltate in un’ottica comparata interna ed europea. Siamo a Trapani e non può mancare il riferimento alla lotta alla mafia, al Matteo che non gli fa fare sonni tranquilli, all’immigrazione e a quel tasso di civiltà che riconosce nei siciliani e che manca spesso a Bruxelles, oltre che ai recenti problemi dello scalo aeroportuale di Birgi legati alla compagnia Ryanair.

Al breve intervento di chi urla “buffone”, risponde con un “accogliamoli con applauso e affetto” parlando della funzione sociale delle manifestazioni di critica e cogliendo l’occasione per dare la sua definizione di politica, cioè quella di portare delle idee, accettando che sia il migliore ad andare avanti. Segue un excursus storico dei tentativi di riforma arrivando alla conclusione che solo con un Sì si potranno affrontare,  e semplificando così il sistema, sottolinea il primo ministro, le sfide che il paese, la Sicilia e la provincia tutta si trovano affrontare giornalmente.  L’occasione per cambiare-ribadisce- è imperdibile e cogliendo i trapanesi nel loro punto “debole”, consiglia loro di essere il sale della terra e la vela, vero motore di cambiamento per il futuro, oltre che simbolo che unisce politicamente e culturalmente la città di Trapani e Firenze.

Tra selfie, battute e complimenti sulle meraviglie di Trapani si chiude poco dopo le ore 14 l’incontro che ha visto il premier tra le altre cose dire al pubblico trapanese di tutte le età “Vi vedo in forma, ragazzi!”.

 

– ANTONIA ALBANESE –