Centro storico di Trapani. Giovani pestati a sangue

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Ennesimo episodio di violenza nel centro storico di Trapani. Questa volta sono stati presi di mira due ragazzini, di 14 e 16 anni, entrambi pestati a sangue sotto gli occhi della fidanzata.

È accaduto sabato pomeriggio, intorno alle 20.00, sulle mura di Tramontana. I tre amici stavano passeggiando lungo la stradina gremita di gente quando sono stati fermati da alcuni ragazzi, che non hanno perso tempo nell’attaccare briga e dalle parole ai fatti il passo è stato breve. Inizialmente gli amici non hanno reagito alle istigazioni e si sono allontanati. Ma sono stati immediatamente rincorsi da un branco di teppisti, circa sette, tutti minorenni, non ancora identificati. Entrambi i giovani sono stati malmenati, vani i tentativi di difesa. Durante la colluttazione il più grande è caduto a terra e gli aggressori si sono accaniti contro di lui, saltandogli sullo stomaco e riempiendolo  di calci, pugni e pedate ovunque, nella pancia, in testa, sul viso, causandogli tumefazioni, lividi, escoriazioni e un’emorragia al fegato.  All’episodio hanno assistito parecchi passanti, ma nessuno di loro è intervenuto in alcun modo.

Solo dopo parecchi minuti un signore ha paventato di chiamare la polizia, mettendo così in fuga il gruppo di delinquenti. Ma, di fatto, non ha contattato nessuno. I tre amici, in evidente stato di shock, non hanno ricevuto nessun aiuto. Da soli si sono diretti sulla strada principale. Da lì passava una volante e sono stati loro a fermarla denunciando l’accaduto.

Entrambi i ragazzi sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche, ma è stato necessario il ricovero soltanto per il ragazzo più grande   che ha subito maggiori danni. I suoi valori sembrano essere stabili e i medici lo hanno sottoposto ad una cura farmacologica nella speranza che l’emorragia epatica si riassorba senza intervenire chirurgicamente.

La notizia a noi è giunta in redazione tramite la sorella maggiore del ragazzo malmenato, la quale, in un post su facebook, ha denunciato l’imbarazzante silenzio degli astanti: «Quando accadono episodi del genere, siamo tutti pronti a criticare le forze dell’ordine, ma il problema non è che manchino i controlli. Come cittadina mi sento tutelata perché le pattuglie sono presenti, le vedo girare per tutta la città, ma ovviamente non possono essere ovunque. Ciò che è triste, invece, è che la società vive di omertà. A difesa di mio fratello non è intervenuto nessuno, né durante il pestaggio, né in seguito, ai fini di un’identificazione. Nessuno ha sentito o visto nulla. Io non critico tanto i ragazzini che hanno compiuto un gesto così ignobile, quanto la bassezza di chi era presente e non si è degnato nemmeno di chiamare la polizia». Alle nostre domande la ragazza ha risposto: «Ovviamente provo rabbia nei confronti di questi ragazzi, ma al tempo stesso li vedo come dei bambini, del testo sono giovanissimi. E per questo sono sicura che hanno bisogno di essere aiutati. È chiaro che chi compie un gesto simile ha gravi problemi, ma se ognuno di noi si gira dall’altro lato, è difficile proporre loro un sostegno. Penso che, in questo senso, dovrebbe esserci maggiore collaborazione tra i cittadini».