Il Consigliere Abbruscato chiede sito pubblico per ricordare Salvatore Coppola detto “Licchia”

-

Un sito pubblico per ricordare ai posteri l’impegno e la dedizione di Salvatore Coppola, coraggioso e infaticabile editore Trapanese e ad istituire il Premio Letterario “ LICCHIA”, anche in collaborazione con l’Ente Luglio Musicale Trapanese. E’ quanto chiede il Consigliere Vincenzo Abbruscato, attraverso un atto di indirizzo, che lo stesso presenterà nel pomeriggio di oggi in Consiglio Comunale.

 

 

Salvatore Coppola nacque a Trapani il 21 ottobre 1951. Dal 1984 al 30 ottobre 2013, data della sua prematura scomparsa, è stato animatore instancabile della cultura trapanese intestandosi con la sua casa editrice eventi e pubblicazioni a sostegno della legalità.   Con uno spirito di sacrificio raro e  prezioso ha portato in giro per l’Italia i valori di questa terra, per dimostrare che da Trapani  possono  uscire fuori grandi eccellenze.  Una  rete che ha coinvolto scrittori italiani e americani (Antonio Fragola, Gaetano Cipolla), artisti  internazionali come Nicolò D’Alessandro, parolieri del calibro di Pino Romanelli,   talenti  della scrittura e della musica  come Marilena Monti, intellettuali come Giacomo Pilati, Salvatore Mugno, Rocco Fodale, Daniela Gambino, Ninì Ferrara, Salvatore Di Marco, Ignazio Apolloni, Augusto Cavadi, Mario de Caro  e tanti  altri. Una rete internazionale. E lui lì dietro a  cucire queste maglie sottili  del cambiamento per avanzare una idea, una ipotesi.  Silenzioso, sempre un passo indietro, di una timidezza composta che non celava fragilità o debolezza, semmai la voglia si starsene lì’  a guardare l’effetto che fa mettere insieme un professore di cinema dell’università del North Carolina, un cuoco,  un contadino e un poeta. Salvatore, ma in tanti lo conoscevano con il soprannome di Licchia,  aveva dato alle parole un senso etico eccezionale, che era indipendente  dalla loro rendita economica, una follia imprenditoriale; un magia in un mondo dove  contano sempre meno i valori. Le parole, quelle buone,  migliorano  la gente e allora  si devono pubblicare, perché è sicuro che servono a qualcosa. A fissare una emozione, un ricordo, una denuncia.  A lui si devono le collane di libri da indossare per essere letti in metro o passeggiando (“Accollati un libro”), e i “pizzini  della legalità” nati subito dopo la cattura del boss Bernardo Provenzano per dare voce ai familiari delle vittime di mafia come Pina Maisano Grassi, Michele Costa, Giovanni Impastato, Margherita Asta, piccoli block notes di 40 pagine che testimoniano e divulgano i valori dell’antimafia. Ha allargato questa sua rete ai ragazzi di Scampia donando nel 2009 una stampante con cui fabbricare da soli i pizzini contro la camorra.  E quei  ragazzi oggi lo hanno ricompensato rilevando la sua casa editrice. Nel 2009  ha ricevuto il premio Giovanni Falcone per il suo impegno contro la mafia.   In suo nome sono stati intestati diversi premi letterari in varie parti d’Italia.