Emergenza rifiuti, “Uniti per il Futuro” e “Progetto per Trapani” attaccano Damiano

L’appello del Sindaco di Trapani, Vito Damiano, rivolto alla cittadinanza con l’intento di arginare l’emergenza rifiuti attraverso l’avvio della differenziata è a nostro avviso un intervento “tardivo” che ha il sapore della misura “tampone”, necessaria e speriamo sufficiente, dettata dallo stato delle cose”. Ad affermare ciò, una nota, che di seguito riportiamo integralmente, da parte dei movimenti «Uniti per il Futuro» e «Progetto per Trapani – Uniti per la Sicilia».

“La realtà è che l’amministrazione comunale, in questi 4 anni e mezzo di governo della città, non ha fatto nulla per attrezzarsi e avviare una programmazione seria di differenziazione e trattamento dei rifiuti. C’è di più e di peggio: nel 2013, come molti ricorderanno, fu annunciato dal Comune e dalla Trapani Servizi, che sarebbe partita la raccolta differenziata ed il porta a porta. Inizialmente, si disse, in alcuni quartieri, progressivamente nel corso del 2014 in tutta la città. A fronte di questa “promessa” fu prodotto solo il pasticcio della TARES con un aumento spropositato delle tariffe proprio per coprire i maggiori costi che avrebbe comportato la differenziata. Danno e beffa per i trapanesi: le tariffe aumentarono dal 40 all’80 per cento, la differenziata non partì mai.

La situazione è oggi sotto gli occhi di tutti ed i numeri parlano chiaro: Trapani produce 110 tonnellate al giorno di spazzatura; la Regione ha previsto un conferimento autorizzato in discarica di 92,9 tonnellate al giorno con una prima ordinanza, quantità ridotta a 89,70 tonnellate al giorno con una seconda ordinanza.

Ci si può lamentare, ed a ragione, della Regione Siciliana e della sua incapacità di programmazione, che per certi versi è più grave della incapacità programmatoria della amministrazione Damiano, ma va ricordato che il piano dei rifiuti regionale del 2012 che ha terminato il suo iter nel 2015, vincolano al 65% la percentuale di “raccolta differenziata”, come i regolamenti dell’UE obbligano a fronte di pesanti sanzioni. Pur tra mille difficoltà ci sono in Sicilia comuni che contano il 70% di differenziata, dunque è possibile ridurre la quantità di spazzatura “tal quale” da conferire in discarica.

L’amministrazione Damiano che ha determinato l’immobilismo assoluto in questo come in altri settori, sta cercando in tutti i modi di attribuire tutta la “colpa” agli altri, in questo caso alla Regione. Dimenticando che in realtà a Trapani non si è mai fatta in questi anni una vera e propria campagna di sensibilizzazione verso i cittadini, tesa a far comprendere che un minor conferimento in discarica significa minori costi (ma questo sembra non l’abbiano compreso neppure alla Trapani Servizi).

Non è certamente colpa della Regione Siciliana se i cassonetti della spazzatura, mai lavati e sanificati, emanano un odore nauseabondo e che, ad oggi, sono più che mai sporchi.

Non è certamente colpa della Regione Siciliana la mancata discerbatura in alcune zone della città di Trapani dove le erbacce crescono a dismisura.

Non è certamente colpa della Regione Siciliana il mancato spazzamento delle strade (se se escludono alcune vie centrali).

Non è certamente colpa della Regione Siciliana se il verde pubblico è abbandonato a se stesso e le aiuole sono ricettacolo di ogni rifiuto.

Non è certamente colpa della Regione Siciliana se insieme ad un appello ai cittadini di buona volontà l’unico provvedimento della amministrazione è stato quello di inasprire i controlli sull’orario in cui i cittadini buttano la spazzatura.

Ci chiediamo, invece, quale è stata la programmazione strategica di questa amministrazione al fine di rilanciare la crescita e lo sviluppo di questa città? Quale le opere realizzate in questi anni dal Sindaco Damiano e la sua giunta? Ad oggi possiamo soltanto affermare che Trapani vive nel degrado e nell’abbandono assoluto!”

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