Il regista Siro Brigiano avvia una campagna crowfounding per Il Film “Electroma”

In concorso in semifinale al The Optical Theatre Horror Film Festival  di Roma e in finale al Trailer Fest Film Festival nell’Indiana, Electroma è il trailer dell’omonimo film in pre-produzione, interamente girato a Trapani nel 2016.

Ai fini di ottenere un sostegno economico volto alla realizzazione del film, il trailer è stato postato sulla piattaforma www.produzionidalbasso.com attraverso la quale è stata avviata una campagna di crowfounding alla cui scadenza mancano ormai soltanto pochi giorni. Il trailer, che promuove il soggetto ideato dal regista Francesco Siro Brigiano, è stato realizzato con la collaborazione artistica e logistica di Vito Sugameli. In esso convogliano le linee direttive di quello che sarà il prodotto finale, anticipando a possibili produttori e finanziatori  l’impegno e la performance di una produzione cinematografica che conta oltre trenta persone.

La sceneggiatura del film, a cura di Aurora Tamigio, collaboratrice di spicco di Sky nella sezione documentari, è stata ultimata, così come la ricerca delle location, del casting, delle strumentazioni e dei permessi necessari all’avvio delle riprese. La produzione del film è prettamente italiana, ma la sua distribuzione mira ad orizzonti internazionali. Non a caso il cast, sia tecnico e che artistico, conta su collaboratori stranieri.

elcIl trailer, girato in inglese con l’ausilio di attori londinesi appositamente selezionati, è  un omaggio al cinema degli anni ‘80 americano. Ispirato in modo particolare alle opere di John Carpenter, si discosta dalla linearità delle immagini pulite del classico realismo all’italiana, spingendosi verso uno stile surreale e al tempo stesso ingenuo, che ricorda i film di fantascienza e d’azione che hanno segnano l’infanzia dell’odierna generazione di trentenni. Interamente girato di notte, con telecamera a spalla, il trailer si avvale di un uso scarso di luci, riproponendo il run and gun tipico del guerrilla filmmaking, un metodo di ripresa veloce, pratico ed immediato che ricorda i classici filmati da guerra effettuati in tempo reale, rispondendo anche all’esigenza di compensare la mancanza di fondi economici con lo sforzo creativo e con l’inventiva di idee semplici e tuttavia efficaci. Le musiche, curate da Alfredo Giammanco, affermato musicista palermitano, sono state realizzate integralmente con il sintetizzatore. Il carattere puramente elettronico dei suoni rimarca l’atmosfera inquietante e cruda del tema descritto. Del resto, al di là dell’aspetto avventuroso e narrativo dell’opera, si cela  un’aspra critica rivolta alla società contemporanea.

Il soggetto del film, infatti, amalgama elementi immaginari  e la preoccupante concretezza delle reali condizioni, forse poco note, in cui si trova oggi la nostra terra. Alla fine del gennaio 2014 è stata terminata in Sicilia, nei pressi di Niscemi, l’installazione di 46 antenne giganti che compongono una delle quattro stazioni di terra previste dal sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza e a banda stretta (il MUOS), gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il cui scopo è quello di coordinare in modo più efficace elementi mobili come piattaforme aeree, marittime e droni di impiego bellico. Le antenne non sono ancora in attività, ma non sarebbe utopistico ritenere che a breve possano essere messe in funzione. Il film racconta il viaggio che un giornalista londinese compie in Sicilia in un‘intera notte, al fine di portare al termine l’inchiesta relativa alle condizioni della base militare, soggetta al tentato sabotaggio messo in opera dai militanti del gruppo NO MUOS.

Attraverso lo sguardo del ragazzo inglese, la Sicilia mostra un altro volto di sé, che non ha nulla a che vedere con i paesaggi idilliaci proposti sulle brochure turistiche, né con quella realtà sapientemente descritta da Francis Ford Coppola. La Sicilia appare, per la prima volta sugli schermi, come una terra di demarcazione tra due mondi: gli Stati Uniti d’America e il Medio Oriente. Terra di confine in cui si riversano milioni di profughi, secondo una statistica allarmante. Il trailer, ambientato in un futuro surreale, prossimo ai nostri giorni, offre uno sguardo visionario su una condizione storica che, lungi dall’essere pura illusione creativa, ha l’amaro sapore di una realtà vicina. In questo senso le tecniche del linguaggio filmico si prestano a declinare una riflessione, ossia un’immagine speculare, sui tempi moderni che stiamo vivendo. Questa è la caratteristica che marca l’aspetto cinematografico più autentico del trailer.
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