Teatro Tito Marrone. Smentito l’affidamento all’Ente Luglio Musicale

Scacco matto a danno del deputato regionale Nino Oddo, che nelle scorse settimane aveva incentivato l’incontro ai vertici tenutosi a Palermo per discutere delle future sorti del teatro Tito Marrone. «Ho ritenuto mio dovere, invitato in tal senso da tanti cittadini e operatori dello spettacolo, interessarmi della vicenda. Ho favorito l’incontro fra l’Ente Luglio Musicale e l’Assessorato competente. Due incontri ed un’ipotesi concreta di accordo», afferma l’onorevole Oddo in una nota dell’undici gennaio 2017.

Ipotesi, appunto. L’esito dell’ultimo incontro tenutosi lo scorso 6 dicembre 2016, e al quale ha presenziato anche il consigliere delegato dell’Ente Luglio Musicale, Giovanni De Santis, è stata la clamorosa smentita di quella che si è rivelata essere né più né meno che una voce di corridoio relativa «alla stipula di una convenzione decennale senza alcun canone od onere in favore della stessa amministrazione regionale e senza costi per lo stesso Luglio Musicale».

Il dirigente regionale Giovanni Bologna, in una nota, ha infatti tolto ogni dubbio in merito al presunto affidamento della gestione del teatro all’Ente trapanese. Bologna sottolinea che attualmente il Tito Marrone si trova nella disponibilità del Libero Consorzio Comunale (ex Provincia regionale) e che la Regione intende prodigarsi verso «ogni utile iniziativa per soddisfare la domanda di cultura dell’intero territorio attraverso il prioritario intervento delle amministrazioni locali interessate senza per ciò disperdere l’indispensabile apporto specialistico che altre istituzioni pubbliche del settore potranno fornire». La richiesta di chiarimenti in merito ad una faccenda che si presta a velati giochi di propaganda politica è giunta dall’associazione CODICI. «Come associazione di tutela dei consumatori e utenti, su questa vicenda abbiamo voluto vederci chiaro ed è giunta la risposta del direttore che smentisce totalmente quanto proclamato nei giorni scorsi dal deputato regionale Nino Oddo», afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, referente di CODICI. Inoltre Maltese denuncia una certa ambiguità da parte del sindaco di Trapani: «Damiano dovrebbe spiegare ai trapanesi come si possa dire da un lato di non essere interessato come sindaco ad una cogestione del teatro mentre sarebbe disponibile a farlo nella qualità di presidente del Luglio Musicale, ma in via esclusiva. Come se i costi e gli oneri non ricadessero ugualmente sui contribuenti trapanesi, essendo il Luglio una partecipata dal Comune di Trapani». In qualità di Primo Cittadino, Damiano declina l’interesse comunale in merito alla questione affermando «di non essere interessato a qualsivoglia affidamento fintanto che non verranno sanati i difetti strutturali evidenziati», salvo poi azzardare un’inversione di marcia qualora si consideri la sua figura di presidente dell’Ente: «nella qualità di presidente del Luglio Musicale Trapanese potrebbe esservi un certo interesse dell’Ente alla gestione esclusiva dell’immobile ma senza ulteriori oneri oltre quelli necessari a garantirne l’utilizzo per l’attività istituzionale». Un ossimoro che egli stesso ha assunto nella nota prot. 24898 del 14.03.2016 e che ha ribadito con una nota dello scorso 29 dicembre indirizzata alla Regione e al Comune di Erice, sul cui territorio sorge il teatro in questione.

Maltese ribadisce che l’ipotesi dell’affidamento del teatro ad un ente privato potrebbe essere contemplata solo nel caso in cui gli enti locali, quindi i comuni, non fossero disponibili ad assumersene la gestione. Ed è qui che risiede il nocciolo del contenzioso. Se da un lato l’amministrazione trapanese rimarca tuttora il suo disinteresse in merito,  dall’altro non si può omettere che il sindaco di Erice, Tranchida, ha offerto la sua disponibilità affinché il teatro venisse restituito alla collettività. Da circa due anni egli si opera attivamente nella ricerca di finanziamenti propedeutici ad affrontare gli interventi di riparazione che la struttura necessita e il cui costo ammonta a circa 150 mila euro. Si comprende come una simile cifra apra le maglie di una questione parallela, ossia quella del bilancio economico. «Dal punto di vista normativo è insostenibile bypassare un Ente locale per affidare la gestione del teatro ad una partecipata dal Comune, così come è impensabile di elargire a Damiano il monopolio della cultura. CODICI ha sempre sostenuto che il Luglio Musicale, tutt’al più, potrebbe averne solo successivamente una gestione tecnico-artistica, magari unitamente ad altre associazioni, ma è giuridicamente corretto, come confermato da Bologna, che siano gli Enti locali ad avere l’affidamento diretto. Il teatro è, e deve rimanere, un bene disponibile al pubblico. A tutela dell’uso collettivo del teatro (si pensi alle scuole, ai convegni, a manifestazioni di interesse pubblico), esiste un iter che non esclude l’ipotesi di bandi rivolti alle associazioni e agli enti privati in vista di cogestioni» continua Maltese. «Per quanto concerne la gestione, dovrebbe esser data priorità alle richieste delle amministrazioni locali, cosa che Erice ha fatto dichiarandosi disponibile ad un affidamento, ma che l’onorevole Nino Oddo ha tentato maldestramente di impedire per noti motivi politici e propagandistici».

Che il teatro sia divenuto tragico scenario di uno scontro apocalittico tra titani? Questo è quanto suggerisce la nota dell’onorevole Oddo pubblicata lo scorso 11 gennaio nella quale egli denuncia «lo stato di degrado dello scontro politico in atto, che ormai ha del tutto perso di vista gli interessi della gente, per rispondere solo a logiche di contrapposizioni personali. Fino a che punto il Partito Democratico intende seguire Tranchida in questa folle corsa verso il baratro?». Nella ferma convinzione che l’interesse maggiore sia «che il Tito Marrone  riapra al più presto. Chi lo gestisce ci interessa poco», Oddo si interroga sul presunto disinteresse dell’amministrazione ericina in  merito alla sfera culturale. «Ebbene, che fa Tranchida? Improvvisamente si sveglia e dice che il Comune è pronto a prendersi in gestione il teatro. Ma dov’è stato finora? Occorreva la mia discesa in campo per determinare questo suo tardivo interesse per la cultura?»

Parole precise e mirate, quelle di Oddo che non lasciano spazio a fraintendimenti, ma forse un po’ avventate se si considera che la qualità della gestione dipende dai promotori della stessa. In altri termini privatizzare quello che dovrebbe essere un bene collettivo potrebbe profilare il rischio di restringerne la destinazione d’uso ad eventi legati più a profitti economici che sociali.

Inoltre la posizione di Oddo sembra omettere che Erice è l’unica amministrazione che si è fatta avanti proponendo una cogestione del teatro che coniughi l’impegno dell’Ente locale con l’apporto degli enti artisco-culturali privati. Considerate le onerose spese di ripristino della struttura, difficilmente il comune ericino potrebbe riportare in auge il teatro attingendo solo ed esclusivamente alle proprie risorse economiche. Da qui la volontà di operare di concerto alle realtà limitrofe, comunali o private che siano. «Il Tito Marrone è un tempio che appartiene a tutti – afferma il sindaco di Erice, Tranchida – e per questo motivo mi augurerei più collaborazione tra i comuni dell’agro ericino e meno futili  dispendi di parole. Non bisogna dimenticare che la cultura non solo aiuta a nutrire la sensibilità dell’anima, ma che è inoltre capace di tessere una trama di relazioni funzionali ed efficaci anche in un ambito sociale e turistico di più ampio respiro che abbraccia, di riflesso,  tutte le realtà locali limitrofe ai centri di propulsione culturale. In tal senso sarebbe auspicabile il sostegno dei comuni rivolto a tutte le forze culturali sane  produttive, a prescindere dalla fede politica. La mia collaborazione con Biga, che notoriamente appartiene ad un filone politico diverso dal mio, risponde al principio secondo il quale la cultura abbatte muri e crea ponti. Questa la filosofia che ha ispirato l’audizione di Erice a Capitale Europea della Cultura. Credo che una simile candidatura, portata avanti per conto di tutti i comuni dell’agro ericino, sia di per sé una risposta concreta al presunto disinteresse che viene imputato alla mia amministrazione».

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