Maltese si’,Maltese no.

Da più parti si sono letti forbiti commenti consegnati ad un aprioristico dissenso sulla fiction di Raiuno “Il commissario Maltese”.Atteso che non m’intendo affatto di critica televisiva (ma ho appreso di un elevato numero d’improvvisati novelli “critici”,mah!),non entro nel merito della dinamica,appunto,televisiva,ma dissento integralmente da chi,in quanto trapanese (lo sono anch’io!),si è sentito mortificato o,peggio,offeso dall’immagine sociale negativa della nostra città esportata in tv.Sensazione di disagio?Di fastidio?Di mortificazione morale?Sì è vero,l’ho provata anch’io!Non posso però,esimermi da un’analisistorica,seppur modesta e sommaria,che mi conduce ad una verità con cui tutti impattiamo : in quegli anni 70 ed 80 la mafia esisteva (nonostante qualche sindaco trapanese si ostinava,molto goffamente,a dire che “la mafia non esiste”)palesandosi in forme forse più “spregiudicate”rispetto a tempi successivi.Credo,e convinta,che Trapani non sia solo terra di mafia,ma che abbia anche dimostrato un nutrito ed evidente desiderio di riscatto etico-sociale che,comunque(e purtroppo!)non è ancora monopolio di tutti.Spesso la realtà,a volte frustrante,non collima con i nostri desideri,ma ognuno di noi trapanesi non può non aver contezza che la nostra città è stata storicamente insudiciata dalla mafia.La storia,in quanto tale,nel bene e nel male non si consegna ad un’idea della realtà,ma solo e soltanto alla realtà.

Luisa Rancatore  

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