Trapani, meta del “turismo spazzatura”

Non si arresta l’ondata di degrado che, ormai da mesi, spazza via la chimera di una città pulita e decorosa. Sembra che le numerose sollecitazioni rivolte all’amministrazione comunale e ai cittadini stessi non abbiano sortito alcun effetto utile e insieme ai cumuli di spazzatura aumentano le lamentele  e le indignazioni dei cittadini. Questa volta sotto i riflettori  via Ammiraglio Staiti, arteria principale attraverso cui transita gran parte del flusso turistico della nostra città. A pochissimi metri dalla fermata dell’autobus, dove ogni giorno fanno capolinea tantissimi turisti provenienti dall’aeroporto, un ammasso di spazzatura offre loro il benvenuto. Diversi sacchi traboccanti di scarti domestici sono abbandonati sul marciapiede, a dimostrazione di un menefreghismo cronico alimentato dalla totale mancanza di senso civico dei cittadini e incentivato da una politica carente in tema di ambiente.

Identica situazione anche in pieno centro storico, dove parecchie strade, una per tutte la parallela di Corso Vittorio Emanuele che dalla chiesa del Purgatorio conduce alla chiesa di San Francesco, sono letteralmente cosparse di rifiuti, rimessi alla mercé dei randagi e dei gabbiani che ne fanno man bassa, offrendo un’immagine che non ci saremmo mai sognati di vedere durante la Processione Sacra dei Misteri. Eppure, quella stessa Trapani, capace di attirare turisti da tutte le parti del mondo, si risveglia così nelle mattine di maggio. Le immagini a corredo di questo articolo sono talmente esplicite che ogni altra parola sarebbe superflua. Indispensabile, invece, chiedersi se un simile abbandono non abbia già oltrepassato un livello allarmante. Precario decoro urbano o vera e propria emergenza? Sui social esplodono i commenti. Chi fa appello alla malsana “coscienza ambientale” di quegli stessi trapanesi che poi puntano il dito contro gli amministratori, chi denuncia la mancanza di un adeguato servizio di raccolta rifiuti, chi la pigrizia chi coloro che non si prendono la briga di recarsi all’isola ecologica, chi ironizza sulle maglie gialle del PD e chi, gestore di locale, paga profumatamente le tasse per un servizio di raccolta di cui, durante  tutto l’inverno, ha usufruito ad intermittenza.

E se non fosse bastata la buona volontà di tutti quei volontari che, scope e rastrelli in mano, hanno ripulito alcune aree cittadine, sarebbe auspicabile un’azione politica più incisivo e di ampio raggio che concerni non solo l’ambito logistico, o il tema del turismo e dell’ambiente ad esso strettamente legato, ma che si spinga ad un intervento preventivo ed educativo volto a sensibilizzare i cittadini.