Vincenzo Abbruscato si ripropone al consiglio comunale di Trapani

Ha già ricoperto la carica di consigliere comunale a Trapani negli ultimi cinque anni. Oggi la scelta di riproporsi all’elettorato ancora una volta con la bandiera del PD. Ha parlato ai nostri microfoni Vincenzo Abbruscato, sostenitore del candidato  a sindaco di Trapani Pietro Savona.

Già consigliere piddino a Trapani con l’amministrazione uscente. Cosa ha fatto di concreto negli ultimi cinque anni? «Il fatto di essere già stato consigliere a Trapani costituisce una bella prova per chi intende rimettersi in gioco. Questi ultimi 5 anni mi motivano maggiormente nel ripropormi al giudizio degli elettori. Durante il mio mandato diverse sono state le proposte che ho avanzato, alcune accolte, altre ignorate. Ma ciò di cui sono particolarmente orgoglioso è di aver proposto, studiato, e scritto la stesura dell’affidamento delle strisce blu alla nostra partecipata A.T.M. Spa., e di aver convinto ad intraprendere tale direzione un’amministrazione inizialmente restia ad accogliere la mia proposta. Cosa che ha sortito un triplice effetto: togliendo il servizio ad una società fallita, abbiamo ottenuto uno strumento che ci ha permesso di raccogliere 500 mila euro, contanti, oggi presenti nelle casse comunali, abbiamo evitato truffe ai danni della nostra amministrazione, e soprattutto siamo riusciti a dare serenità a tutti i lavoratori impegnati nel servizio, lavoratori che ancora chiedono spettanze alla vecchia società che gestiva le strisce blu, la Mazal».

Se fosse rieletto consigliere, quali traguardi intende raggiungere col prossimo mandato? « I propositi per la prossima amministrazione si riassumono nell’intento di migliorare Trapani rendendola una città normale puntando su alcuni punti focali su cui bisogna concentrare l’attenzione: spazzatura, servizi sociali, turismo da proporre non alla giornata, ma secondo una precisa programmazione, e beni immobili comunali abbandonati e non affidati a nessuno, un’incredibile situazione che costituisce  uno degli aspetti di maggiore mortificazione per la nostra città. Problema rifiuti? Non si più aspettare. Ho condotto personalmente una battaglia inerente la raccolta differenziata. È un peccato che qualcuno non abbia compreso quello che ho scritto sulla commissione d’inchiesta di indagine della Trapani Servizi. Adesso non è più possibile che i cittadini continuino a pagare l’incompetenza con cui è stato gestito il servizio di raccolta rifiuti. I servizi sociali? Si devono potenziare e meritano la dovuta attenzione. È inammissibile che sulle fasce sociali più fragili, non ultimi i disabili, ricadano gli effetti dell’inadempienza con cui finora sono stati gestiti tali servizi. Certo, è un ambito estremamente complesso e articolato, in cui entrano in gioco anche meccanismi sovra comunali, ma è altrettanto vero che bisogna saper amministrare le risorse stanziate dalla Regione. E questo richiede pianificazione e programmazione. Senza la programmazione non si può pretendere di vincere una coppa di campionato».

Com’è l’andamento del PD oggi rispetto a cinque anni fa? «Essendo un membro interno al Pd il mio giudizio potrebbe essere condizionato. Ritengo che un giudizio esterno sia sicuramente più obiettivo rispetto al mio. Tuttavia non nascondo che il partito stia soffrendo per le ripercussioni interne post-referendum e che io avrei auspicato una leadership diversa da quella di Renzi».

L’amministrazione uscente si è mostrata distaccata rispetto al cittadino. Savona sta puntando, invece, ad una politica dell’ascolto, volta a ricucire il rapporto con i cittadini? Crede che questa condotta possa funzionare? «Ammiro il modus operandi di Savona che tende a ridurre la distanza tra gli amministratori e gli amministrati e sono orgoglioso di procedere insieme a lui in tal senso. Ritengo sia di estremo fastidio imporre scelte ai cittadini tout court. Chi opera in questo senso spesso dimentica un sottile particolare: il Primo Cittadino è si sindaco di tutti i cittadini, ma che non è stato eletto da tutti i cittadini. Pertanto ritengo indispensabile che alcuni argomenti siano affrontati insieme ai cittadini, prima di essere oggetto di scelte amministrative. Del resto esistono gli strumenti idonei per ascoltare il parere del popolo, dai forum ai consigli comunali aperti e straordinari in seno ai quali i cittadini possono esprimere la loro voce. Amministrare significa anche tutelare interessi opposti, purché, si intende, essi siano legali e leciti. La politica è anche questo: non è solo inciuci, ma è metterci la faccia, tempo, energie per migliorare il territorio».

Questa campagna elettorale segue uno stile sui generis, a tratti spigoloso e provocatorio. Come ne valuta l’andamento? «È una campagna elettorale spigolosa, condizionata in primis dagli strascichi di dissapori di un recente passato, colma di veleni, dicerie, “sentito dire” e messaggi fuorvianti che bersagliano il cittadino. È come se qualcuno avesse interesse a puntare l’attenzione su cose futili, deviandola dagli argomenti che realmente interessano l’elettorato».