Chiesto per D’Ali il soggiorno obbligato. Stravolta la campagna elettorale

Il sen. D’Ali vada al soggiorno obbligato, è socialmente pericoloso. Soggiorno obbligato a Trapani”: Questa la proposta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, già notificata allo stesso senatore che rischia di sconvolgere, anzi l’ha già sconvolta, la campagna elettorale in questa città.
Con incredibile e “sospetta” tempestività la proposta, che sarà discussa a Luglio davanti al tribunale, a D’Alì è stata notificata, come ha confermato Lui stesso, appena due ore dopo che era stata presentata la sua candidatura a Sindaco e, comunque, quando non era più possibile per la destra proporre una candidatura alternativa.

Ovviamente questo fatto ha totalmente stravolto la campagna elettorale a Trapani perchè, qualunque sarà il risultato elettorale finale, con la sua scelta la magistratura palermitana ha pesato e peserà come e più di uno dei partiti e candidati concorrenti. Sono in tanti a chiedersi il perché di questo intervento solo in questo momento. I magistrati hanno avuto mesi di tempo per studiare e decidere, avrebbero tranquillamente potuto, se questa era la loro decisione alla quale si deve tutto il rispetto, proporla un mese prima, anche due settimane prima, quando la campagna elettorale non era ancora iniziata e tutte le possibili varianti potevano essere messe in campo. Con questa decisione resa nota solo dopo la chiusura della presentazione delle liste, si suppone involontariamente, la magistratura antimafia ha colpito non solo D’Alì – e su questo è giusto non entrare nel merito – ma tutto il popolo di centro destra ( dal quale tra l’altro chi scrive queste note è lontano mille miglia) che rischia di non avere un suo candidato.
Al momento non sappiamo cosa succederà, D’Alì ha sospeso la sua attività elettorale ed è volato a Roma da Berlusconi. Sapremo nei prossimi giorni cosa deciderà di fare. Una cosa è certa: questa campagna elettorale per la scelta del Sindaco di Trapani nasce azzoppata; da un lato un candidato, Fazio, sul quale pende una buona possibilità di essere dichiarato incandidabile, ora si aggiunge D’Alì e la procura antimafia.
La reazione di D’Alì è stata durissima, la riportiamo per intero:

“La persecuzione giudiziaria continua! Due volte assolto e nuovamente aggredito! Ieri, dopo appena un’ora dalla chiusura della presentazione della mia candidatura e delle liste per l’elezione a Sindaco di Trapani, con tempistica cadenzata in maniera da precludere ogni alternativa, ho ricevuto una assolutamente imprevedibile ed ingiusta proposta di misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio. Al di là degli aspetti e degli esiti giudiziari, per me certi nella riaffermazione della mia colpita dignità, ma purtroppo anche nella lungaggine di un già patito calvario, il messaggio è inequivocabile: al di fuori del percorso elettorale democratico qualcuno vuole e può far sì che io non possa impegnarmi come Sindaco nel far diventare Trapani la città civile ed all’avanguardia per la quale ho sempre disperatamente lottato. Quella Trapani del futuro già entrata nei sogni dei Trapanesi appena pochi giorni dopo l’inizio della mia campagna elettorale. Il continuo attacco alla mia dignità dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione. Persecutori e detrattori di un innocente da un lato, avversari senza speranza e adusi alle vie traverse dall’altro, ansiosi del potere in questa mortificata città potranno forse gioirne, e, se mai dovessero averne il consenso, si accomodino pure. Sento il dovere in questo momento di sospendere ogni mia personale attività di campagna elettorale, torno amareggiato a Roma per onorare come di consueto il mandato parlamentare, poiché ritengo che, pure essendo stato assolto da ogni accusa anche in appello, non potrei condurre le opportune iniziative con questo carico di infamia scaricatomi addosso! Già, io sarei “socialmente pericoloso”! Per mia sventura io sono solamente “politicamente da abbattere”! Lascio ogni valutazione alla capacità di giudizio e di reazione dei Trapanesi, affido il prestigioso bagaglio di idee e di entusiasmo nelle mani del mio partito e di tutti i candidati del mio saldo schieramento e nel cuore delle donne, degli uomini e dei giovani che si sono già con me ufficialmente dichiarati, persone tutte di grandi e indiscutibili qualità morali ed intellettive, che meritano di poter godere del consenso elettorale dei cittadini trapanesi”.

Aldo Virzì

 

 

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