L’arresto di Fazio: quel muro di gomma!

E  adesso la patata bollente sulle elezioni a Trapani passa nelle mani del GIP del tribunale di Palermo. Sarà, infatti, il magistrato dopo aver interrogato Fazio – questo potrebbe  avvenire tra oggi e domani – a decidere la conferma o meno dell’arresto del deputato regionale. Se questo, come appare probabile, avverrà, la candidatura a sindaco di Fazio potrebbe avere il colpo definitivo, anche con la stessa decisione di Fazio di ritirarsi. Tra l’altro su di lui pende ancora tutta la questione della dichiarata incompatibilità a consigliere comunale. Per assurdo, se eletto sindaco da rinviato a giudizio  scatterebbe la legge Severino e quindi la decadenza. Un bel pasticcio che, appunto, potrebbe decidere anzitempo solo lui con la collaborazione dei suoi legali. Al momento la campagna elettorale delle liste che accompagnano la sua candidatura sono sospese, hanno emesso un comunicato di solidarietà al loro leader e poi attendono.

Chi non attende è invece il sen. D’Alì. Superato il primo momento di smarrimento, dopo la consultazione con Berlusconi e Miccichè, rinfrancato dai loro consigli ha deciso di continuare la campagna elettorale. Nel suo caso non ci sono infatti impedimenti giuridici, ma solo, si fa per dire, un problema di coscienza politica e sociale. Certo, cambierà la sua strategia elettorale, cercherà, quasi certamente di apparire vittima di chissà quali nemici. Qualcuno ricorderà che solo alcuni giorni prima, dopo la sentenza del Tar di non decidere, era stato Fazio a fare la vittima ricevendone la piccata risposta di Forza Italia. Adesso si “gioca” a parti invertite.

Ma la campagna elettorale ha altri attori che, per fortuna, sono fuori dalle vicende giudiziarie. Chi si aspettava chissà quali reazioni è rimasto deluso. Trapani, ancora una volta, per quanto un po’ sgomenta, ha dimostrato soprattutto il suo lato peggiore: quello di essere muro di gomma. Assistere, per esempio, ad un dibattito televisivo tra giornalisti e avere la sensazione che per loro siamo difronte a questioni ridicole, sminuire il tutto a bagatelle – qualcuno  dice”non ci sono soldi” – e che l’unico problema sarebbe il vulnus creato dalla magistratura alla campagna elettorale perché azzoppati due candidati, proponendo  addirittura la sospensione ed un rinvio. Insomma ricominciare daccapo. Senza alcun rispetto, tra l’altro, per quei candidati che non hanno problemi giudiziari e che da mesi lavorano su programmi etc!

Appunto. Come si muovono gli altri concorrenti? C’è una novità, riguarda i 5 stelle. Chi si aspettava l’inizio del refrain “ legalità, legalità”, vederli già in piazza a urlare è rimasto deluso. La loro è la strategia del silenzio. A Palermo chiedono le dimissioni di Crocetta, solo interessato marginalmente dalle indagini, a Trapani silenzio. Una associazione giovanile aveva invitato i candidati sindaci ad un confronto ieri pomeriggio, c’è stato anche se i partecipanti erano forzatamente ridotti. Marascia,  il candidato della lista civica, credendo di anticipare i 5 stelle, voleva parlare dei fatti accaduti, gli organizzatori lo hanno stoppato e lui ha abbandonato. Chi si aspettava che il candidato sindaco dei 5 stelle l             o imitasse è rimasto deluso, neanche un accenno. Né lui né il sen. Santangelo sempre pronto a intervenire su tutto. Ma ieri era la giornata del silenzio: molto trapanese. E dalle stesse sponde amiche arriva anche l’invito a chiedere la sospensione della campagna elettorale!

Ha rilasciato dichiarazioni in proposito il candidato del centrosinistra Savona, certo non bellicose, ma evidenziando la necessità di correggere un sistema permeato sull’illegalità. La sua campagna elettorale, per il resto è continuata così come è cominciata da mesi.

Intanto emergono sempre più particolari sull’indagine “mare nostrum” e si capisce sempre più che il coperchio che i magistrati hanno tolto da quella pentola darà ancora sorprese.

Aldo Virzì

 

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