“Mare Mostrum”, parla il segretario della Cgil Filippo Cutrona

«È più che evidente che esiste un rapporto strettamente connesso tra ambienti dell’imprenditoria ed esponenti politici di primo piano che, asserviti ad alcuni imprenditori, violano le regole della libertà d’impresa utilizzando il ruolo istituzionale per aiutare gli “amici”. Tutto questo avviene a discapito della legalita’ e di quanti ogni giorno lottano per conquistare il mercato confrontandosi con le difficoltà che la crisi ha portato».
È il commento del segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona a seguito dell’operazione “Mare Mostrum” che ha svelato e continua a fare emergere intrecci e affari tra politica e imprenditoria facendo scattare gli arresti per l’armatore Ettore Morace, per il deputato regionale ed ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, per un funzionario della Regione e una serie di avvisi di garanzia, tra questi quello al governatore Rosario Crocetta.

«Ancora una volta – dice Cutrona – si evince quanto l’apparato burocratico regionale abbia livelli di corruzione tali da incidere e condizionare l’economia sana del territorio. In questa provincia – prosegue il segretario generale della Cgil – gli affari tra politica e imprenditoria hanno alterato il libero mercato orientando i finanziamenti che dovevano servire a rendere più appetibile e fruibile il nostro territorio. Appare evidente che questi illeciti connubi, che si traducono in corruzione, facciano da freno allo sviluppo ponendo questo territorio in ultima posizione per occupazione e infrastrutture».
Emblematica resta infine, per il segretario Cutrona, la richiesta di obbligo di dimora per il senatore d’Ali’.

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