Fazio e i magistrati inquirenti

Come nelle previsioni l’on. Mimmo Fazio, deputato regionale,  ex e ricandidato sindaco di Trapani, ha respinto tutte le accuse che gli sono state rivolte dai magistrati dall’ufficio PM di Palermo. Un lungo interrogatorio al termine del quale, comunque,  Fazio non ha ottenuto la sperata scarcerazione. Dovrà rimanere ancora agli arresti domiciliari e i suoi legali avanzeranno scuramente istanze per toglierlo da quella condizione che di fatto gli impedisce di condurre la campagna elettorale. Fazio ha risposto al Gip Marco Gaeta, erano presenti anche i sostituti procuratori Luca Battinieri e Francesco Gualtieri.

Da quanto trapela la difesa di Fazio era scontata sull’accusa più pesante, cioè quella di avere in  qualche modo fatto pressioni al magistrato in pensione ed ex presidente della CGA regionale Raffaele De Lipsis, perché intervenisse sul suo successore per “aggiustare” quel processo in cui era coinvolto Morace e che avrebbe significato milioni in meno per le casse dell’Ustica linea da parte della Regione. Fazio ha declassificato quelle pressioni in una generica richiesta di parere giuridico. Dalla registrazione che è stata resa pubblica questo non traspare, ma è giusto che l’imputato si difenda. C’è da chiedersi se ha aggiunto, come ha fatto con Dolce, di aver agito nell’interesse unico della collettività! In quel processo gli è valsa una notevole riduzione di pena. Non conosciamo ancora le sue risposte ad un’altra pesante accusa, quella delle minacce alla dott.ssa Dorotea Piazza, il funzionario regionale che ha denunciato alla Procura le manovre  messe in atto, secondo la sua ricostruzione, per far lievitare enormemente il contributo a favore dell’Ustica/Liberty per le corse di aliscafi nelle e con le isole minori della Sicilia.

La stessa Piazza aveva acconsentito a farsi mettere microspie nel corpo per registrare le accese conversazioni avute anche con Fazio. Sarebbe stata in una di quelle occasioni che Fazio l’avrebbe minacciata con “la pagherete”. Anche in questo caso per Fazio non è una novità. Proprio il caso Dolce nasce dalle minacce che Fazio ha avanzato nei suoi confronti perché  costringesse il suo amico Vincenzo Scontrino a dimettersi da presidente dell’allora SAU. Il tono ed il contenuto  di quelle volgari minacce sono ormai pubbliche. E’ pacifico che nella valutazione dei magistrati rientreranno i precedenti su Fazio che, almeno sino a ieri, ha ricevuto dalla magistratura un atteggiamento di “comprensione”.

A proposito dell’ex Sindaco gira in questi giorni sui social la lettera che il Prefetto Sodano scrisse a Fazio in risposta a talune gravi affermazioni fatte dal Fazio nei confronti del Prefetto a giustificazione della negata cittadinanza onoraria chiesta dal Consiglio Comunale. Un atto di gravità inaudita, visto che Fazio la cittadinanza la concesse a tamburo battente a due sconosciuti giornalisti che su ”la7”, una emittente al tempo ancora giovane e con bacino di utenza ovviamente relativo che avevano magnificato il nostro territorio. Ma dice il Prefetto nella sua missiva di risposta a Fazio: “ tra un Prefetto che ha contribuito a liberare Trapani dal capomafia e ha scoperto un complotto affaristico mafioso …e un giornalista che ha commentato la Coppa America di vela e magnificato la cucina trapanese, Lei ha scelto quest’ultimo”. Ma nella lettera che andata in rete,  diventata virale, ci sono due passaggi che vanno ricordati; il primo quando Sodano scrive “………….lei è arrogante e troppo pieno di se e non sa umiltà e spirito di servizio cosa siano”. Il secondo, un’accusa ancor più grave, terribile:”……..patetico è il tentativo di rifarsi una verginità politica. Uomo indipendente e libero che non risponde a logiche di potere? E lo dice proprio a me che conosco anche i retroscena della sua discesa in politica”. Sodano, purtroppo, è morto per la sua grave malattia e per il dolore che gli hanno procurato queste vicende trapanesi. E non sapremo mai cosa volesse aggiungere a quelle accuse.

Aldo Virzì                       

 

 

 

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