Morace ai domiciliari…anche Fazio

Almeno per oggi, e chissà ancora per quanto tempo, l’on. Girolamo Fazio dovrà rimanere agli arresti domiciliari nella sua casa di Piazza Lucatelli. Il gip Marco Gaeta infatti ha concesso gli arresti domiciliari al principale imputato, l’armatore Ettore Morace subito dopo che quest’ultimo si è dimesso da amministratore delegato della Liberty lines, la società di proprietà del padre Vittorio. Al suo posto un altro Morace: Gianni. Arresti domiciliari revocati  per Giuseppe Montalto, il segretario particolare dell’assessore regionale Pistorio, tornato uomo libero pur con una pesante accusa dalla quale difendersi. E’ il segnale che le loro posizioni sono state abbondantemente chiarite, gli arresti domiciliari motivate quasi certamente per  evitare un eventuale inquinamento delle prove.

Su Fazio solo conferma degli arresti domiciliari. Sembrerebbe che la decisione sia legata non soltanto  ad un primo giudizio  non proprio positivo anche al termine dell’interrogatorio, quanto al     trasferimento alla Procura di Trapani, per competenza, di tutto , o parte, il fascicolo che lo riguarda. Dovranno essere i magistrati trapanesi a decidere, ma prima dovranno leggere il pesante dossier, passerà del tempo e non è proprio certo che questa volta possa trovare quella comprensione di altre occasioni. Intanto la fine della campagna elettorale si avvicina e gli scricchiolii dei suoi seguaci sono sempre più pesanti. Hanno abbandonato quelli di CODICI, ha abbandonato un giovane fazziano della prima ora come Barbata, altri, non pochi, stanno fermi alla finestra.

Intanto l’indagine “Mare Mostrum” ha mietuto un’altra vittima illustre. Si tratta del Prefetto ancora oggi di Brescia, il trapanese Valerio Valenti, che dal tre di giugno, con procedura insolita, si trasferirà a Brindisi avvicendandosi con l’attuale suo collega della città pugliese. Un trasferimento che lo stesso Valenti ha commentato come “trasferimento sorprendente”. Secondo i si dice che girano con insistenza, Valenti sarebbe responsabile di aver autorizzato un autista della Prefettura ad accompagnare con auto di servizio il deputato regionale da Brescia, dove aveva assistito alla partita del Trapani, all’aeroporto di Verona da dove si sarebbe imbarcato per Trapani. Questo il vero motivo e non l’ospitalità personale di cui si è detto e scritto, assolutamente legittima.

Intanto c’è un altro dei personaggi principali di questa vicenda, il sen. D’Alì che superati i primi momenti di scoramento dopo aver ricevuto l’avviso di proposta al soggiorno obbligato, ha ripreso in pieno la sua campagna elettorale, smentendo il suo primo annuncio di defilarsi come persona. Così già domani dovremmo vederlo in piazza per una manifestazione politica. D’Alì, che nei giorni scorsi era volato a Roma per incontrare Berlusconi, proprio dal capo del suo partito ha ricevuto il viatico ad andare avanti sotto forma di una missiva di piena solidarietà accompagnata dai soliti e rituali temi su bravura e capacità del senatore; in testa il successo dell’Americas’ Cup, diventato da anni il tema centrale di qualunque discussione politica. A dividersi, meglio a contendersi, il merito D’Alì e Fazio. A proposito di quest’ultimo, dopo anni di guerra, D’Alì gli ha lanciato un messaggio; inviando a mezzo stampa la “solidarietà all’amico Mimmo”. Stupefacente! Ma forse quel messaggio era rivolto agli elettori dell’ex Sindaco per catturare il loro consenso.

 

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