Grande successo di pubblico ieri sera al comitato elettorale di Maurizio Sinatra in Via Manzoni, Erice Casa Santa.

Grande successo di pubblico ieri sera al comitato elettorale di Maurizio Sinatra in Via Manzoni.

Maurizio Sinatra, candidato a sindaco del Comune di Erice, ha incontrato gli elettori, insieme ai candidati al Consiglio Comunale delle liste “Alleanza Civica per Erice” e “Sicilia Futura”.

L’intervento dell’avvocato Sinatra è stato preceduto da quello dei due assessori designati, Gianfranco Sernesi e Giovanni De Santis. 

«Sono profondamente legato a Maurizio, insieme, da consiglieri comunali ad Erice, abbiamo lavorato alla redazione e per l’attuazione di importanti attività amministrative tra le quali il piano regolatore generale particolareggiato del centro storico e la rimessa in funzione della funivia. Oggi siamo pronti per fare tanto altro, con l’obiettivo di dare alla Città nuova linfa, con idee e fatti concreti» così afferma Gianfranco Sernesi.

«Tutti siamo legati a Maurizio. Per avviare imprese come queste l’amicizia è un valore fondamentale poiché base di una coesione che parte da una visione comune e condivisa. Dobbiamo e vogliamo assumerci la responsabilità di riannodare i fili di questo territorio al fine di proiettare Erice verso un futuro che nasce da un passato importante: vogliamo restituire ai nostri figli quella Erice dove noi siamo cresciuti, grande, culturalmente vitale, internazionale. Erice – questo punto vincente del programma il nostro sindaco lo ha chiamato Erice Brand – deve essere un marchio da esportare nel mondo. Riannodare i fili di questo territorio ci consentirà, anche, di “far volare” Erice verso il Mediterraneo, di cui, fin dall’antichità, era il cuore. Maurizio Sinatra è, evidentemente, l’unico che può farlo» continua Giovanni De Santis.

 

Dopo la proiezione dello spot della campagna elettorale, Maurizio Sinatra con un racconto personale, emozionato ed emozionante, si è soffermato a spiegare gli elementi che hanno ispirato la sua candidatura, sintetizzati ed espressi nello spot.

«L’impulso emozionale per l’impegno sociale e politico ereditato da mio padre, la saggia prudenza trasferita da mia madre, sono sempre stati due sentimenti contrastanti compresenti in me. Ma in una delle mie notti insonni, un’idea, un’associazione di idee, il ricongiungersi naturale di una serie di momenti della mia vita sociale, hanno tracciato chiaramente un filo conduttore di quella che è divenuta la mia campagna elettorale: e la prudenza ha avuto la peggio!

Carezza, rammendo, prospettiva, si sono trasformate, da concetti nati dal mio vissuto, in parole chiave per questo nuovo percorso. Per questo, stiamo lavorando perché si percepisca l’amore, la passione, che stiamo davvero mettendo in gioco in questa campagna elettorale. 

Nel nostro programma, l’ordinaria amministrazione è atto dovuto, imprescindibile. La rinascita del territorio è altra cosa, è l’impegno che ho preso, prima di tutto, con me stesso. Quando ci si affaccia alla vita pubblica, viene meno la vita privata: devo, e voglio, regalarvi qualcosa di me».

L’idea dello spot nasce, dunque, dal presupposto che su Erice debba essere effettuata un’azione di ricucitura e di rammendo, proprio come un tessuto. Protagoniste dello spot, le mani del candidato, che, tramite azioni concrete – la fune che tira la barca all’attracco, la linea tracciata con un pennello, la tessitura di un tappeto, il calice di vino alzato al sole, la carezza sul muro antico del tempio di Venere – seguono un filo che veicola concetti che partono dal mare, origine di tutto, per giungere in alto, non soltanto geograficamente ma anche e soprattutto idealmente.

Così, la nebbia – già definita “carezza di Venere” – scende dalla rupe del Castello cinta dal suo abbraccio, accarezzando, appunto, il fertile agro ericino. La bellezza segue altre strade, sfiora gli antichi basolati, passa attraverso le strette “venule”, i vicoli ericini.  Luoghi intimi per il candidato sindaco, tra i quali ama passeggiare, sostare, incontrarsi con la gente. Ed è con questo “amore” che Maurizio Sinatra immagina il futuro, partendo dalle radici profonde di una storia millenaria e unica al mondo come quella di Erice.