Damiano lascia ma non in silenzio

Forse come ha scritto qualcuno, Damiano, ex sindaco di Trapani, ha lasciato palazzo D’Ali in silenzio, senza farsi notare da nessuno. Ma fino ad un certo punto, perché Damiano ha parlato, eccome!, scrivendo. Parole pesanti, ancor più di quelle che aveva scritto qualche giorno prima di abbandonare il palazzo.

Questa volta lo ha fatto scrivendo a tutti i dipendenti comunali, una lettera di apparente ringraziamento; e per la maggior parte era questo. Ma in quella stessa lettera ha tirato bordate pesanti nei confronti di funzionari e dirigenti. Ovviamente anche in questo caso non tutti. Scrive infatti Damiano, dopo aver ringraziato genericamente sia il personale comunale che quello delle partecipate “ li ho sempre considerati interni ad esso (Ente comune ndr), per la silenziosa collaborazione offerta a volte con azioni anche routinarie di poco conto ma significative nella risoluzione  di tanti problemi quotidiani”.

Dopo questo generico e sincero ringraziamento Damiano aggiunge:” grazie a chi non ha impiegato il suo tempo  nella ricerca di impedimenti vari per creare difficoltà strumentali che esponessero a severe critiche l’Amministrazione, come spesso è avvenuto”.  Una prima bordata alla quale segue la seconda ancora più forte: “ non posso certamente rivolgere alcun ringraziamento a chi ha utilizzato il suo ruolo , la sua posizione, la sua funzione, anche di rilievo per personalistiche gratificazioni a scapito di una doverosa attenzione e dedizione agli interessi generali”. Poi continua con il “rammarico” di non aver raggiunto gli obbiettivi che si era proposto per aggiungere criticamente che “ evidentemente, non hanno trovato adeguato e  necessario supporto in fase attuativa. Pur tuttavia, conclude, lascio senza rimorsi” etc, etc.

Insomma una lettera che richiederebbe un’analisi più attenta su cosa è stato in questi anni il comune di Trapani. Quanti hanno fatto il loro dovere e quanti, magari aspettando il ritorno del “ Capo”, come sussurrato da qualche parte abbiano, stante alla denunzia di Damiano, operato contro. Insomma, se stiamo alle parole dell’ex Sindaco che, forse, sarebbe meglio chiarisse pubblicamente sgombrando ombre e altro, quel palazzo era diventato un verminaio. Aspettiamo a vedere le reazioni.

Tutto questo da un paio di giorni è passato nelle mani del commissario che ha assunto la carica di Sindaco, giunta e consiglieri comunali, ma non quella di dirigenti, funzionari e impiegati. Tocchera’ a Messineo sciogliere la difficile matassa dell’organizzazione interna del comune e cercare di risolvere anche situazioni  più propriamente politico-amministrativo. Vedremo quali soluzioni adotterà.

Ma proprio in questo quadro e con queste difficoltà si riscontra la differenza tra un’amministrazione scelta dai cittadini che si assume le sue responsabilità davanti a chi lo ha eletto e chi , correttamente, essendo questo il suo compito, opererà soprattutto in maniera “ragionieristica” da, lo scriviamo  con rispetto, “uomo solo al comando”. Va di moda, anche nei suoi “danni” sul dopo.

 

 

Aldo Virzi’