Ma chi dall’interno ostacolava Damiano?

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Una lettera di “ringraziamento” che sta trascinando molte polemiche alimentando un clima non proprio utile all’attività del neo commissario comunale. La lettera di ringraziamento è quella dell’ex Sindaco Damiano, che ha preferito firmarsi “già Sindaco” (e questo vorrà dire qualcosa ndr), con la quale si toglie sassolini, forse sassi, nei confronti di chi avrebbe ostacolato la sua attività. Presi di mira dirigenti e funzionari, non tutti, per i quali non risparmia parole dure. Il suo pensiero Damiano lo aveva già anticipato in qualche intervista qualche giorno prima, e anche in questo caso non aveva lesinato critiche a chi, riferimento sempre a dirigenti e funzionari, avrebbe frapposto ostacoli al suo amministrare.

Sono accuse pesanti, ma anche troppo generiche. Se così fosse stato e l’ex Sindaco ne avesse avuto contezza, aveva tutti gli strumenti che leggi e regolamenti gli davano per “sanare” la situazione. Forse proprio in queste situazioni Damiano, una persona sicuramente molto per bene, un gentiluomo, ha comunque dimostrato la sua inadeguatezza a rivestire un ruolo non di semplice amministratore, ma di amministratore politico, e per giunta di una città difficile come Trapani. Da quanto trapela c’è stata una fase nella quale tra Sindaco e qualche dirigente c’è stato uno scambio di missive non proprio di cortesie, soprattutto sembra che in quelle note venivano messi in discussione i poteri che le norme assegnano ai dirigenti che spesso non sempre si confanno con quelle del Sindaco al quale sono demandati poteri di indirizzo.

Damiano, comunque, sconta le colpe del suo predecessore che lo ha voluto a quel posto per poterlo gestire, ma che non vi è riuscito per quel colpo di schiena che, giustamente, Damiano (pur sempre un generale dei carabinieri) ha avuto già all’indomani dell’insediamento. Il “già Sindaco” ha ereditato una macchina comunale basata unicamente sulle direttive dell’uomo solo, una macchina comunale sfasciata, disgregata con la porta di uscita per i Dirigenti sempre aperta. Con Fazio bastava che un dirigente ponesse un minimo dubbio per essere salutato all’uscita o andarsene volontariamente: un vero tourbillon. Era persino normale che dopo Fazio i dirigenti assumessero il proprio ruolo, quello che la legge assegna loro. La loro “colpa” è di non averlo fatto prima.  E Damiano, comunque, non si sarebbe mai comportato come il predecessore!

In attesa di conoscere i motivi dello scontro interno, sorprende invece, lo sperticato elogio ed il ringraziamento che Damiano offre ai suoi assessori, senza distinzione alcuna. Forse questo capitolo avrebbe meritato una riflessione maggiore. E’ infatti opinione diffusa che non tutti gli assessori abbiano meritato quel ringraziamento e che forse uno dei motivi dell’attrito tra Sindaco e dirigenti, anche al massimo livello, vadano ricercati nei “suggerimenti” e nelle scelte di qualche assessore fatti suoi da Damiano che in molti casi gli hanno provocato quel distacco dalla cittadinanza che non si sarebbe meritato. Ne ha accettato e difeso sino all’ultimo le scelte, anche per della banalità, e ne ha subito le critiche. Forse sarebbe da capire se, come sussurra qualcuno, non era solo qualche funzionario o dirigente che lavorava in attesa che tornasse il Capo. Poi l’11 ed il 25 giugno le cose sono andate diversamente da certe prospettive ed ora tocca al commissario in questi mesi tentare almeno di portare un clima più sereno all’interno del palazzo. Questo può farlo e, anzi, rientra tra i suoi compiti.

 

Aldo Virzì